"Mio padre mi incatenava per non farmi uscire". Lo ha rivelato Francesco Benigno, attore popolare negli anni '90 per i film "Mery per sempre" e "Ragazzi fuori", nel corso della puntata del 24 gennaio 2020 di "Vieni da me". Nella trasmissione condotta da Caterina Balivo, l'attore siciliano si è raccontato così: "Eravamo 13 figli, mia madre è morta che io avevo 9 anni". Una vita e una infanzia difficile, una adolescenza tumultuosa cambiata solo grazie al successo del film di Marco Risi.

La confessione di Francesco Benigno

Francesco Benigno ha convissuto per anni con un padre "analfabeta e giocatore d'azzardo", rivela. In quella casa, se vinceva andava tutto bene ma quando perdeva "erano guai".

Mio padre mi metteva le catene alle caviglie per non farmi uscire di casa. Mia mamma è morta quando avevo 9 anni. Non sono stato molto con lei: eravamo 13 figli, io ero in collegio d'inverno e in colonia d'estate. Non tornavo a casa nemmeno per le feste di Natale. Quando avrei potuto stare di più con lei, è morta per una grave malattia. Sono rimasto con mio padre, analfabeta e giocatore d'azzardo. Quando vinceva, bene. Quando perdeva, erano guai. A 13 anni sono scappato di casa, un fratello è venuto a cercarmi e sono tornato. Mio padre mi ha riempito di botte, ho la testa piena di cicatrici. A 14 anni sono scappato definitivamente e per 9 anni ho dormito ovunque: sulle panchine, alla stazione, nei vagoni. Ho vissuto anche l'esperienza del carcere minorile per qualche furtarello. Poi ho incontrato una persona che mi ha accolto a casa sua, sono cresciuto in questa famiglia: per me sono fratelli e sorelle.

L'attore, che non ha mai avuto un buon rapporto con suo padre, ha cercato anche la strada della politica. Con scarsi risultati, però Nel 2017, la sua candidatura a sindaco di Palermo ha fatto clamorosamente flop.