Francesca Giuliano, la popolare maggiorata pin-up che ricopriva il ruolo della modella Anni 50 per la trasmissione di Paolo Bonolis "Avanti un altro", è stata la protagonista assoluta dell'ultima puntata di "Pomeriggio Cinque". Ospite in collegamento del salottino di Barbara D'Urso, la modella curvy, che è molto popolare su Instagram, si è sfogata rivelando di essere stata bullizzata proprio dagli utenti che frequentano le sue pagine social. Si è aperto quindi un momento molto importante all'interno della trasmissione, sempre attenta alle conseguenze che il body shaming, il bullismo che colpisce l'aspetto fisico delle persone, può avere sulle persone.

Lo sfogo di Francesca Giuliano

La modella è prosperosa ed esibisce con orgoglio la sua ottava misura di reggiseno. Indossa sempre abiti scollati perché, per lavoro, fa la pin-up, quindi ricrea nell'immaginario quello che è stata la donna degli anni '50. Per questo, lei oggi si sente attaccata e giudicata con parole durissime. In studio, Riccardo Signoretti le consiglia di lasciar perdere "la gente del web" perché "frustrata e invidiosa".

Mi danno della cicciona e della grassona e sono solo alcuni degli insulti che ricevo quotidianamente. Mi scrivono ovunque, sia su Instagram che su Facebook. Io però sono forte e non mi lascio deprimere da quanti mi chiamano così. Voglio far notare che questo vestito è una 42, non vesto abiti dalle taglie comode.

Quest'ultima affermazione causa una contraddizione che in studio viene però sottolineata: "Non dire così, perché altrimenti sembra quasi che sia una vergogna per te vestire degli abiti comodi. 

Chi è Francesca Giuliano

Nata a Cannes, Francesca Giuliano oggi vive a Roma ma spesso torna nel suo paese d'origine per staccare la spina. Classe 1985, prima di diventare un volto noto negli ambienti televisivi e della moda, lavorava come agente finanziaria. È una donna single ed ha all'attivo diverse partecipazioni a serie televisive, l'ultima in ordine di appariziokne è stata "1993", su Sky Atlantic.

Cosa significa body shaming

"Le parole sono importanti", urlava Nanni Moretti in "Palombella Rossa". E il body shaming avviene giusto quando si cavalca la tendenza a giudicare il corpo delle persone e non considerare le possibili conseguenze della leggerezza del proprio atteggiamento. "Ma come sei grassa!", "Ma che brutto naso!", "Ma che cosa hai sulle gambe?" e via dicendo. Sui social network, in particolare, questo fenomeno è in costante e preoccupante aumento. Prevenire comportamenti di questo tipo, educare alla parola, dovrebbe essere uno dei principi cardine del vivere civile in 2.0.