Lunedì 22 ottobre, Rai1 trasmette la terza puntata della fiction ‘I bastardi di Pizzofalcone 2‘. Tra i protagonisti dell'episodio intitolato ‘Gioielli‘ c'è anche Francesca Fioretti. L'ex concorrente del ‘Grande Fratello', modella e attrice, ha registrato la sua parte prima che la tragedia della morte del suo compagno Davide Astori, sconvolgesse la sua vita.

Francesca Fioretti interpreta Simona

Nella fiction di grande successo trasmessa da Rai1, Francesca Fioretti interpreta il ruolo di Simona, una donna che si ritrova invischiata nella misteriosa morte del gioielliere Carlo Ficucello. Il cadavere di quest'ultimo viene ritrovato nella gioielleria di sua proprietà. Poco distante, la cassaforte ormai vuota e l'arma – appartenente alla stessa vittima – cha ha sparato il colpo risultato fatale. Quella che in principio sembra solo una rapina finita male si rivelerà un caso molto più intricato da risolvere.

Francesca Fioretti e il dolore per la morte di Davide Astori

Francesca Fioretti sta ricostruendo la sua vita tassello dopo tassello, ripartendo dalla sua carriera. Oltre alla partecipazione a una puntata della fiction ‘I bastardi di Pizzofalcone', la attendono anche il cinema e il teatro. In un'intervista rilasciata a ‘Il Corriere della Sera', ha spiegato che sa di dover trovare la forza di ricominciare per la piccola Vittoria, la figlia avuta da Davide Astori:

"Io guardo Vittoria e so che il mio dovere è trasmetterle serenità e felicità, in questo caos. Ogni tanto penso che senza di lei forse avrei potuto gestire più facilmente il mio dolore. Sarei andata lontano, dove nulla mi riportava nel gorgo. L’amore di mia figlia è l’unica cosa più forte del mio dolore. Così deve essere. Devo riuscirci. […] Ora la mia vita deve ricominciare. Ce la metterò tutta. Di una cosa sola sono certa. Di avere reso felice Davide nel tempo che abbiamo vissuto insieme. Nei momenti di sconforto penso che il destino con noi sia stato davvero ingiusto, ma sono disposta a sostenere il peso del dolore perché se non avessi incontrato Davide non ci sarebbe stata la gioia del nostro amore che ha reso possibile che lui si realizzasse e completasse come uomo e come padre. Se ne è andato, ma era nel momento più pieno e felice della sua vita, e se il mio dolore deve essere il pegno da pagare per questo, lo potrò sopportare per sempre. Dovevamo camminare insieme, fino a perderci. Invece siamo soli. Tutti e due. C’era una vita possibile, per me e per lui. Ora, almeno per me, ce n’è un’altra, che non ho scelto. La costante gioiosa è Vittoria. Vittoria, la vita che non smette".