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Flavio Insinna: “Ho paura di Ricci, dopo la campagna d’odio potrei pensare alla politica”

Il conduttore rilascia la prima intervista dopo essere stato travolto dai servizi di Striscia. Apre alla politica e anche a Ricci: “Se lo incontrassi gli direi ‘parliamoci’ e gli chiederei ‘che t’ho fatto di male?'”.
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A cura di Andrea Parrella
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Flavio Insinna adesso ha paura. Sbollita la rabbia dei primi giorni, dopo essere stato colpito inaspettatamente dalla valanga di polemiche scaturita dai servizi di Striscia La Notizia sul suo conto, il conduttore parla per la prima volta in un'intervista rilasciata a Tommaso Labate per Il Corsera. Intervista che arriva a poche ore dal suo ritorno a Carta Bianca, la trasmissione di Rai3 che fu teatro del suo discorso inizialmente idolatrato, poi usato da Striscia per rovinare la sua immagine perché accostato alle offese ai concorrenti di Affari Tuoi. "Ho una persona potentissima contro di me, che sono solo", inizia così l'ex conduttore di Affari Tuoi, riferendosi naturalmente ad Antonio Ricci, la cui ostilità nei suoi confronti riesce a spiegare in un solo modo:

ho avuto l’ardire di condurre un programma che andava nel suo stesso orario, e andava anche bene. E poi perché sono l’unico, insieme a Bonolis e a Fabrizio Del Noce, ad avergli risposto per le rime

Insomma, Ricci non gli avrebbe perdonato di essere stato tra i pochi a rifiutare di fare il gioco del tg satirico di Canale 5, come aveva spiegato pochi giorni fa in una diretta Facebook. Il discorso a Carta Bianca diventa il fulcro della questione quando l'attore e conduttore ammette di essere stato cercato dalla politica dopo quel discorso nella trasmissione televisiva condotta da Bianca Berlinguer. Anzi, avrebbe addirittura avuto l'imbarazzo della scelta, senza distinzione tra le due parti: "le basti sapere che potevo scegliere di qua o di là, di sopra o di sotto". La politica, appunto, quella alla quale oggi guarda con maggiore interesse, proprio dopo quanto accaduto:

Sa che le dico? In quei giorni avevo detto di no. Adesso, con la campagna di odio che sto subendo, le rispondo che invece potrei pensarci.

Da parte di Insinna c'è anche un'apertura a Ricci: "Se lo incontrassi gli direi ‘parliamoci'. E gli chiederei ‘che t’ho fatto?'. Perché tutto questo odio? La cosa che più mi preoccupa è il messaggio che passa. Il voler disegnare Insinna, quello che regala la barca ai migranti, quello del discorso di Cartabianca, come il peggiore di tutti". 

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