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Fiorello: “Mi alleno per tornare in tv, attendo l’idea giusta”

Il comico, in giro per i teatri di provincia con un nuovo spettacolo, si concede per un’intervista a tutto tondo nella quale parla di Sanremo, del nuovo Karaoke di Pintus e della sempiterna domanda sul quando ritorni in tv. La risposta è sempre quella: “quando ci sarà un’idea”.
A cura di Andrea Parrella
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Gira e rigira, il termine di paragone, il criterio con il quale si giudicano le cose che vanno in onda in tv, è sempre lui. Anche se lui in tv non ci va quasi mai. Naturalmente, si parla di Fiorello, che da furbo qual è, oltre che bravo anche una vecchia volpe, è stato il primo, forse l'unico insieme a Beppe Grillo, a capire quanto il non mostrarsi conti più che farlo in eccesso. Il migliore showman che l'Italia possa vantare da trent'anni a questa parte è in giro per i teatri di provincia, dove, dice in un'intervista a Sorrisi e Canzoni, stia mettendo in piedi quello che sarà il suo futuro show televisivo. Non c'è un'idea, non un tempo specifico, Fiorello sa che tutti lo aspettano e quindi non si preoccupa che l'attesa rischi di svanire: "Il teatro mi serve per fare repertorio. Tornerò quando arriverà l'idea giusta". La verità inconfutabile, in effetti, è che Fiorello non abbia mai speculato sui prodotti proposti, che si sia sempre sforzato di fare cose nuove, senza mai arrestarsi al successo fine a se stesso:

Perché non andare in onda alla domenica pomeriggio? Perché non fare uno show del mattino sullo stile di quelli che fanno in America, tipo "Good Morning America"? Quando nel 2011 ho fatto "Il più grande spettacolo dopo il weekend mi dissero che ero matto e invece guardi adesso, tutti i grandi show televisivi vanno in onda il lunedì.

Si sente pioniere Fiorello, e in un certo senso fa bene ad esserlo, è un aggettivo che merita. Adesso vedrà anche un suo "erede" lanciarsi nell'impresa ciclopica di riproporre il Karaoke: "Può funzionare, rispetto a quando lo conducevo io, 20 anni fa, sono cambiate tante cose: ci sono i talent, i reality, i canali all news e il web. Andare in onda durante il tg può essere un vantaggio: la gente si informa tutto il giorno con lo smartphone, la ser avrà voglia di divertirsi". Poi su Pintus, che il Karaoke lo condurrà e che tutti definiscono un suo erede, a dispetto di una figura a Sanremo non proprio apprezzata da tutti:

Non è giusto nei miei confronti e nei confronti di Pintus, che è bravissimo. Appena uno canta, fa una battuta o una piroetta, dicono che è il nuovo Fiorello. Ma perché nessuno dice ecco il nuovo Brignano, il nuovo Panariello, il nuovo Max Giusti? Per essere il nuovo me bisognerebbe avere avuto la mia stessa storia, con la gavetta, i momenti felici e quelli dolorosi.

Poi la pagina, consueta, di Sanremo. Non tanto del giudizio sull'ultimo di Carlo Conti, cui Fiorello fa i complimenti, augurandogli di condurre quello dei prossimi dieci anni, ma soprattutto per la stucchevole prassi di inserirlo sempre nella rosa dei candidati alla conduzione, esperienza che lui ha sempre evitato, convinto di non essere adatto. A condurlo non ci pensa proprio:

Lo condurrò se potrò farlo senza cantanti. Io non so presentare, non posso dire "Signore e signori ecco a voi Nek". E poi tutti si aspettano che io dica sempre qualcosa di divertente. Ve li immaginate i commenti? "Eh, però Fiorello era più bravo quando faceva le sue cose..".

Insomma, Fiorello resta là, in disparte, a osservare come vadano le cose, tanto resta sempre presente, è sempre sulla bocca di tutti. Ora gira per i teatri, con uno spettacolo da 140 minuti (si chiama "L'ora del Rosario"), continua ad andare a letto relativamente presto e a svegliarsi prestissimo, a fare la sua edicola costringendo gli ospiti che vogliano passarci a fare la levataccia. Insomma, continua ad essere Fiorello, come piace a tutti, aspettando che arrivi la prossima idea televisiva per un nuovo, ennesimo record.

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