Fiorello in Rai? Si farà, ma a fari spenti. I palinsesti sono ormai alle porte, ma l'annuncio del ritorno del mattatore catanese potrebbe slittare di qualche settimana. I ritardi sulla firma del contratto sarebbero dovuti agli "eventuali futuri controlli da parte di Corte dei Conti e Anac", come scrive Dagospia. Ma, parallelamente, apprendiamo da nostre fonti che la volontà di chiudere l'accordo c'è.

La cifra segreta

Un altro aspetto da considerare è la cifra che Fiorello percepirà per il suo nuovo format, concepito esclusivamente per RaiPlay. Trapela ottimismo per la firma del contratto ma allo stesso modo da Viale Mazzini sono tutti con le bocche cucite sulla tipologia del contratto, soprattutto sulle cifre. La "Rai del cambiamento" non vuole correre il rischio di diventare impopolare agli occhi degli abbonati e Fiorello non sembrerebbe felice all'idea di diventare un nuovo "caso Fazio". Lo stesso mattatore catanese commentò sarcastico le notizie sul suo presunto cachet: "17mila euro ogni due minuti? No, sono 20mila". 

L'esperimento RaiPlay

La Rai spinge con entusiasmo e la fumata bianca dovrebbe arrivare comunque dopo la presentazione dei palinsesti. Sarà interessante, a questo punto, capire quale sarà l'atteggiamento dei vertici in sede di presentazione, qualora il nome di Fiorello dovesse uscire fuori. L'esperimento di un format su RaiPlay con il celebre conduttore al timone potrebbe portare nuova linfa al linguaggio del servizio pubblico, alla sua comunicazione, valorizzando un asset che può diventare fondamentale nel prossimo triennio. Ma Rosario Fiorello è consapevole delle potenzialità quanto dei punti critici: la percentuale che possa rivelarsi un flop non sono poi così basse, per questo, date le responsabilità, lo sforzo deve in qualche modo essere commisurato. Al giusto prezzo.