Fedez replica alle polemiche che lo hanno investito dopo l’iniziativa di Twitch che lo ha visto materialmente consegnare 5 donazioni da 1000 euro ciascuna a cinque lavoratori in difficoltà. L’artista è finito sotto accusa per averlo fatto in prima persona, filmando il suo giro in auto per la città e le donazioni consegnate. In un video pubblicato su Instagram, Fedez rivendica le buone intenzioni della sua iniziativa e specifica di avere inquadrato solo i volti di chi aveva accettato di essere ripreso, proprio per salvaguardare la privacy di coloro che hanno ricevuto la donazione.

Fedez: “Ho agito in trasparenza, non ho ripreso i volti di chi non voleva”

Mi preme chiarire la situazione in merito all’iniziativa sulle donazioni di Twitch. I giornalisti hanno dato il loro parere e vorrei chiarire per punti la situazione. Twitch è una piattaforma dove gli utenti donano dei soldi alle persone che fanno dei live streaming e le persone che streammano si tengono giustamente questi soldi, sono parte della loro remunerazione. Io, non reputando di averne bisogno perché streammo per passione, ho deciso di donare questi soldi”, ha spiegato Fedez facendo una panoramica tecnica che aiutasse chi commenta a inquadrare meglio l’iniziativa della quale è stato protagonista. Iniziativa che non è unica: è dall’inizio della pandemia che Fedez e la moglie Chiara Ferragni si spendono per aiutare quanti sono in difficoltà. Sono stati tra i primi, mesi fa, ad avviare una raccolta fondi che si è conclusa con la creazione di un nuovo reparto di terapia intensiva presso l’Ospedale San Raffaele di Milano.

Le polemiche sull’auto di lusso: “La prossima volta andrò in metro”

Nel video postato sul suo profilo Instagram ufficiale, Fedez aggiune: “Essendo soldi di donazioni, per agevolare e rendere partecipi le persone che hanno donato questi soldi, non sono stato io a decidere né a chi né come donarli. Hanno scelto gli utenti che guardavano la live. Io, per trasparenza e correttezza nei confronti di chi aveva donato, mi sono prodigato per consegnarli dedicando tutta la giornata di ieri a questa cosa. Tra l’altro, non ho ripreso i volti di queste persone, solo di chi voleva. Sono stati ripresi i volti di due persone. Questa è l’iniziativa”.  E conclude:

Quello che mi spiace è leggere negli articoli il modello della mia macchina come se questa fosse una discriminante. La mia macchina l’ho pagata regolarmente. Mi spiace che questa iniziativa sia stata percepita come di cattivo gusto però se i miei utenti mi chiedono di fare qualcosa che è a fin di bene, io non mi voglio esimere dal farlo. Quindi lo rifarei. Tra l’altro, questa è una cosa che in America viene fatta più e più volte. Capisco che siamo un paese diverso. Lo rifarei, probabilmente la prossima volta prenderò la metro.