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Fascisti sulla Rai, il TgR Emilia Romagna ha mandato il servizio in onda due volte

Il servizio shock in cui si dà voce ai neo-fascisti, i quali si definiscono “fedeli più che nostalgici”, è stato mandato in onda sia nell’edizione delle 14 sia in quella delle 19.30, con ampio commento della giornalista in studio Anna Maria Cremonini. In Rai, tutti prendono le distanze e nessuno, per ora, si assume la responsabilità di dire chi è che ha approvato il servizio.
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Non solo nell'edizione delle 14 ma anche nell'edizione delle 19.30 con ampio commento della giornalista in studio, Anna Maria Cremonini. Il servizio scandalo sulla manifestazione fascista in ricordo dell'anniversario della morte di Benito Mussolini, a Predappio, corredato dalla raccolta di chiare dichiarazioni di stampo fascista non smette di far discutere. Inoltre, sarebbero ancora tutte da accertare le responsabilità. Chi ha dato il via al servizio in questo modo, da farlo risultare come una sorta di par condicio per le celebrazioni del 25 aprile?

Il servizio scioccante

Nel servizio in questione, si definisce Benito Mussolini come "il più grande uomo storico del nostro paese". Chi viene intervistato non si definisce un nostalgico, ma "un fedele". Viene ripreso il saluto romano, ripetuto due volte chiamando all'appello "il camerata Benito Mussolini". Un servizio di 120 secondi realizzato da Paolo Pini in cui interviene anche una ausiliaria novantenne della Rsi, Paola Gallo e la nipote del dittatore Edda Negri Mussolini: "Qui chi piange per mio nonno non lo fa per motivi politici, è puro affetto". Dopo la denuncia di Michele Anzaldi, deputato Pd e membro della Commissione Vigilanza Rai, a Viale Mazzini ci si passa la patata bollente. Il CdR del TgR Rai Emilia-Romagna ha preso le distanze, l'ad Fabrizio Salini apre un'indagine e il direttore del TgR dichiara che il servizio "non corrisponde alla linea editoriale". E quindi, si chiede, questo servizio chi lo ha approvato?

Il reato di apologia del fascismo

Il reato di apologia del fascismo, previsto dall'art. 4 della legge Scelba, persegue la riorganizzazione del partito fascista ogni qualvolta, citiamo testualmente, "un'associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista". La legge sanzione chiunque promuova qualsiasi movimento, associazione o gruppo con finalità fasciste e antidemocratiche. L'apologia del fascismo è punibile con un arresto dai 18 mesi ai 4 anni.

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