Fabio Fazio tornerà in onda il 27 settembre, quando su Rai3 prenderà il via la nuova edizione di Che tempo che fa. In un'intervista rilasciata a Tv, Sorrisi e Canzoni, il conduttore ha spiegato che si sta ritagliando del tempo da trascorrere con la moglie Gioia e con i figli, Michele che ha 16 anni e Caterina che ne ha 12. Inoltre, si sta rilassando prendendosi cura dell'orto, anche se non mancano i grattacapi: "Una fatica immane: su 100 pomodori prodotti ogni anno, 98 sono bacati" e ha aggiunto: "A me le pesche non vengono mai perfette come quelle che compro, ma hanno tutte forme strane. Scherzi della natura".

Che tempo che fa su Rai3, come sarà la nuova edizione

Ovviamente, anche in vacanza, il cellulare è sempre acceso perché nel frattempo Fabio Fazio sta preparando le nuove puntate di Che tempo che fa. Si è detto felice del passaggio a Rai3: "Sono molto contento dell'accoglienza e della cordialità del direttore di rete Franco Di Mare. Siamo in sintonia, con lui c'è davvero una bella intesa e lo ringrazio". Il conduttore ha assicurato che la formula del programma resterà sempre la stessa, indipendentemente dal passaggio su Rai3: "Con la sua formula collaudata di interviste, ospiti, attualità…Filippa Lagerback, il tavolo, la scrivania con l'acquario, insomma, tutto confermato". L'unica incognita risiede nella presenza del pubblico: "Non sappiamo che regole ci saranno a settembre. Le regole vanno rispettate, sempre. E va bene, purché non le modifichino in corsa, altrimenti non sono più regole ma soprusi". Per quanto riguarda la scelta degli ospiti, ha dichiarato che si orienterà verso figure in grado di spiegare agli spettatori in che direzione andare dopo la pandemia.

Ha in mente un nuovo programma

Fabio Fazio, infine, ha svelato di avere avuto un'idea su un nuovo programma di intrattenimento. L'intenzione è quella di valorizzare la storia della televisione italiana: "Una selezione di momenti in cui la televisione era la televisione, con una sua funzione sociale per il nostro Paese, per le famiglie. Adesso la generazione dei miei figli non sa cosa sia un canale o la rete. Per loro è tutto ‘on demand': il palinsesto se lo costruiscono da soli, personalizzato. Ma c'è stato un tempo in cui il teleschermo, quel mobile di casa con la gondola sopra, aveva un significato. Ecco, io vorrei, in modo lieve e leggero, raccontare e far capire quella tv lì, quella con la gondola sopra".