Canal Productions, compagnia cinematografica fondata da Robert De Niro,  ha intentato una causa milionaria contro una dipendente. Tra i motivi dell'iniziativa legale, anche il fatto di aver guardato la serie televisiva ‘Friends‘ durante l'orario lavorativo. Chase Robinson, la donna in questione, è stata assunta nel 2008 con il ruolo di assistente di Robert De Niro. Successivamente ha ricevuto una promozione, diventando ‘Vice presidente di produzione'. Ad aprile ha interrotto il rapporto lavorativo con l'azienda. Il 16 agosto, De Niro si è rivolto a un legale.

Le accuse nei confronti della dipendente di Robert De Niro

I motivi che hanno spinto l'azienda di De Niro a portare Chase Robinson in tribunale sono molteplici. Secondo quanto riporta Variety, nei documenti relativi alla causa è indicato che "nei giorni che vanno dall'8 gennaio all'11 gennaio, Chase Robinson ha avuto accesso a 55 episodi di ‘Friends'". Nei mesi a seguire, poi, avrebbe guardato 20 episodi di ‘Arrested Development – Ti presento i miei' e dieci episodi di ‘Schitt's Creek'. Nel documento legale, si specifica:

"Guardare serie tv su Netflix non era in alcun modo un'azione legata ai suoi doveri e alle sue responsabilità lavorative. È stato fatto solo per intrattenimento, divertimento e piacere in momenti in cui era pagata per lavorare".

Ma non è tutto. La Robinson avrebbe usato la carta aziendale per fare spese folli. Avrebbe pagato con i soldi dell'azienda, infatti, i pranzi e le cene consumati in ristoranti di lusso. Inoltre avrebbe usato le miglia aeree accumulate da De Niro per viaggi personali.

L'attore chiede 6 milioni di dollari

La vicenda legale potrebbe costare decisamente cara a Chase Robinson. Canal Productions, infatti, ha chiesto un risarcimento milionario: ben sei milioni di dollari. Secondo l'azienda, tre milioni sarebbero il giusto risarcimento per essere stata sleale nei confronti di una compagnia che le aveva dato fiducia. Altri tre milioni, invece, sarebbero il prezzo da pagare per essersi appropriata dei fondi dell'azienda senza alcuna autorizzazione dall'alto.