Enrico Vanzina ha portato a Domenica In il toccante ricordo del fratello Carlo, scomparso l’8 luglio 2018 a Roma. Il produttore cinematografico ha deciso di raccontare l’ultimo anno di vita del fratello in un libro che è una testimonianza che lunga storia d’amore vissuta, la storia di due fratelli accomunati dalla passione per il cinema e da un effetto in grado di resistere perfino alla morte. Del libro, Vanzina ha raccontato:

Il primo messaggio ricevuto è stato quello di Pupi Avati che ha avuto la possibilità di leggere il libro prima degli altri. Mi disse che questo era un libro che non avrei mai dovuto scrivere ma che tutti dovrebbero leggere. È stato Carlo a mettermi la penna in mano per scrivere questa storia. Ho raccontato l’ultimo anno della sua malattia. Il libro fa molto piangere ma ricevo messaggi meravigliosi di persone che hanno vissuto questa situazione in famiglia. Tutti mi dicono che dopo averlo letto si sentono meno soli. Volevo raccontare che l’amore è più forte della morte. Carlo era talmente tenero e intelligente che ha inventato la migliore battuta nella sua vita nel momento peggiore. Era “Non preoccuparti, ho avuto una bella vita”.

Venier commossa, manda la pubblicità con un filo di voce

Di fronte al ricordo toccante di Enrico, anche Mara Venier si è commossa. Era amica di Carlo ed è stata presente ai suoi funerali. Il produttore ha svelato di avvertire ancora forte la presenza del fratello scomparso. Sarebbe stato lui a ispirarlo ad andare avanti: “La perdita di Carlo mi ha spaccato a metà, le perdite sono terribili ma poi ho capito che la scomparsa di una persona ti toglie ciò che non serve e ti lascia lui. Adesso ho di Carlo l’essenza totale. Continuo a fare questo lavoro perché lo voleva lui. Quando sono in difficoltà, guardo un punto fuori dai nostri uffici e chiedo: ‘Come la faresti tu?’. Lui mi risponde”. Sopraffatta dall’emozione, la Venier ha mandato la pubblicità con un filo di voce.

Quando Carlo Vanzina ha scoperto la malattia

Carlo Vanzina ha scoperto di essersi ammalato durante le vacanze estive. Nel libro, Enrico racconta quel momento doloroso: “Ero in vacanza a Ischia. Carlo aveva la tosse da molto tempo, quindi ha fatto un esame approfondito e abbiamo scoperto la malattia. Quando una notizia del genere arriva nelle famiglie sono momenti terribili. Ti aspetti che nella vita possa succedere ma non te lo aspetti, lo dimentichi. Io ho sempre saputo tutto ma in questi casi c’è un range di probabilità molto grande. Adesso con questo tipo di malattia si riesce a vivere ancora fino a 10 anni”. Carlo si sarebbe lasciato andare solo dopo avere chiesto al fratello Enrico di andare a Londra per assistere e filmare la laurea della figlia Isotta, un momento al quale tendeva da tutta la vita:

Dopo avere visto il video della laurea di sua figlia ha detto basta. Era il suo più grande desiderio vedere quel momento, e invece l’ha visto attraverso un video. Ha deciso che aveva vissuto una bella vita e che non poteva andare avanti. È stato grandissimo, ha amato i suoi figli, la moglie, la sua famiglia. Carlo ha lottato in silenzio sperando di guarire ma senza mai farlo pesare agli altri.