Elio non si smentisce mai. Negli ultimi anni il cantante ci ha abituati a sortite incoscienti, al punto tale che oggi stentiamo a far caso alle sue trovate fuori dagli schemi, dandole quasi per scontate. Da anni ci ha addomesticati ad una puntuale disobbedienza del cerimoniale, nonché a un atteggiamento costantemente a cavallo tra il serio e il faceto.

Per queste ragioni rischia di passare inosservata l'ultima, meravigliosa idea di questo pomeriggio, messa in atto nel luogo sacro e formale per eccellenza, la prima della Scala di Milano, dove è andata in scena l'inaugurazione stagionale con l'Attila di Verdi. Un appuntamento attesissimo, soprattutto dai milanesi, che vede presenti le più alte cariche istituzionali del Paese, nonché volti illustri della società e personaggi del mondo dello spettacolo.

All'improvviso, tra un atto e l'altro, spunta lui, Elio, in diretta televisiva su Rai1, seduto in mezzo a Milly Carlucci e Antonio Di Bella, con tanto di parrucca e mise pressoché identiche a quelle indossate ogni giovedì a "Strafactor", quando presenta dilettanti allo sbaraglio nel luogo più folle del micromondo televisivo italiano. Inoltre, qualche attento osservatore fa anche notare che Elio aveva un Pikachu tatuato sul volto:

Che c'è di strano? Oramai lo fa con puntualità, verrebbe da dire, ed è appunto per questo che si finisce per minimizzare una trollata stupenda, che dissacra il più altisonante evento culturale italiano, tra i principali a livello europeo, dove Elio ci è andato praticamente mascherato. Lui che peraltro è addentro al mondo della lirica, vista la sua formazione artistica e i suoi gusti, tant'è vero che in diretta Tv non nega di sentirsi come un bambino in un negozio di dolci.

Qualcuno potrà dire che oramai Elio faccia un uso classico o settecentesco della parrucca, oggetto che un tempo veniva utilizzato come uno status symbol maschile da parte di esponenti dell'alta borghesia e della nobiltà. E qualcun altro potrà commentare affermando che una parrucca è nulla rispetto alle stranezze e le estrosità estetiche cui la prima della Scala ci ha abituati negli anni, specie per quel che riguarda le bizzarrie nei dettagli di un certo vestiario femminile. Ma come si può negare che il passare degli anni non scalfisca minimamente la geniale propensione di quest'uomo a svestire la vita di qualsiasi forma di gratuita seriosità?