La prima puntata de Il Collegio 5 è andata. Il ritorno del docureality di Rai2, in onda ogni martedì a partire dal 27 ottobre, era tra i più attesi di questa stagione, considerando il successo del programma negli ultimi anni, diventato un vero e proprio appuntamento cult per i ragazzi, ma anche per gli adulti, in cui la curiosità per i pensieri e desideri delle nuove generazioni va di pari passo a quella rassicurante sensazione che questi giovani di oggi siano incomprensibili.

La puntata di apertura è stata come sempre una presentazione dei 21 alunni del Collegio e sono subito emersi quelli più spigliati. Da Giulia Maria Scarano, che si è fatta subito notare per il suo marcato accento pugliese e per essersi presentata alla governante con delle mozzarelle in regalo, ad Andrea Di Piero, l'aspirante senatore della Repubblica che è stato già soprannominato "il vecchio con la faccia da bambino" per il suo ostentato aplomb classico.

Mishel e Luca Lapolla non ammessi

Anche quest'anno i ragazzi de Il Collegio sono stati sottoposti ad un test di ingresso per valutare conoscenze e attitudini. Oltre all'abituale trafila di strafalcioni, è stata occasione anche per far emergere i più bravi della classe, come la poliglotta Sofia Cerio. Ma il test d'ingresso ha significato anche la non ammissione di due studenti, Mishel e Luca Lapolla. Entrambi autori di una prova insufficiente, sono stati penalizzati anche dal comportamento indisciplinato: la prima per aver nascosto un cellulare che aveva portato con sé, il secondo per una serie di comportamenti scorretti e per aver rotto un letto mentre provava ad arrampicarsi. La prima settimana si è conclusa con i migliori Sofia Cerio e Andrea Di Piero e i peggiori Rebecca Mongelli e Marco Crivellini.

Le frasi migliori della prima puntata del Collegio

Specialità di questo programma, ormai si sa, è l'effetto meme. Gli stessi autori del programma istigano questa dinamica immortalando le parole più divertenti e imbarazzanti venute fuori dalla bocca dei ragazzi. Da Alessandro Andreini, il ragazzo romagnolo che ha raccontato di essere stato preso in giro dai compagni di classe perché portava "un peperone a passeggio, così era più buono", ad un interrogativo piuttosto comune, “ma poi chi sono questi?” riferito agli 883“Già dal nome si capisce tutto. Che fan cagare“, ha detto qualcuno per la gioia di Max Pezzali. Da chi detesta lo sport perché fa sudare e, per logica, "poi puzzi", come sostiene il poco dinamico Luca Zigliana, ai dubbi sul significato della parola emancipazione e su cosa sia un anagramma.

Il Collegio 5 è ancora un programma vero?

Insomma, la sintesi di questa prima settimana di Collegio 5 conferma un programma in salute, che non ha ancora superato del tutto la soglia di finzione per la quale i ragazzi, consapevoli dei meccanismi del programma, forzano i propri atteggiamenti per avere maggiore visibilità. Uno stadio involutivo prima o poi inevitabile per questo genere di programmi.