Carlo Freccero e Stefano De Martino alla conferenza di presentazione di "Made in Sud"
in foto: Carlo Freccero e Stefano De Martino alla conferenza di presentazione di "Made in Sud"

L'audizione di Carlo Freccero in commissione parlamentare di vigilanza Rai è stata niente di meno che uno show. L'istrionico direttore di Rai2, che sta conducendo a briglie sciolte questa breve esperienza alla guida di Rai2 ha difeso le sue scelte di programmazione, rivendicando anche quelle meno popolari, già archiviate come flop visti gli ascolti insoddisfacenti. Tra battute e risposte piccate ai parlamentari presenti che raccontano molto di un uomo di televisione irripetibile ("Lei non è Tiramani – disse in risposta al parlamentare leghista che lo critica – ma Tirapugni"), Freccero ha parlato di un progetto comico destinato al lunedì di Rai2, gemello diverso di "Made in Sud" e tutto concentrato al di sopra della linea Rimini-La Spezia:

La produzione di un varietà innovativo e originale – ha detto il direttore di Rai2 in audizione – riscrittura televisiva di una serie teatrale con batteria di comici del nord mai apparsi sul piccolo schermo. Si chiamerà "Contenuti Zero".

La carovana di comici del sud contro quella del nord, Freccero non fa niente per nascondere l'etichetta di questo nuovo programma, che nasce in una evidente ottica di contrapposizione e continuità al ritorno con successo di "Made in Sud". Successo che il direttore di Rai2 si è intestato pienamente, vista la fortunatissima intuizione del nuovo conduttore del programma Stefano De Martino

Ma torniamo al punto di partenza. Al netto dell'intento volutamente provocatorio di Carlo Freccero, il quale si muove legittimamente in una logica televisiva che – lo ha precisato lui stesso – deve far discutere, l'idea che sembra stare alla base di "Contenuti Zero", così come quella di "Made in Sud", si fa portatrice di una concezione lontana dal ruolo ideale del servizio pubblico. Non si vuole agitare il solito spauracchio del razzismo, né morire benpensanti, ma è quanto mai palese che quest'idea di una secessione della comicità – passi la definizione presa in prestito dal lessico politico – non rischi di fare altro che rafforzare la percezione di una divisione, una spaccatura tra settentrione e meridione che, come i buoni luoghi comuni di una volta, è luogo comune perché esiste.

E mentre arrivano, fresche fresche, le polemiche su "Made in Sud", definita dall'avvocato penalista partenopeo Domenico Ciruzzi "una trasmissione dannosa" che "sposa i più beceri cliché sul Meridione e li legittima, incoraggiando luoghi comuni e razzismo", tornano alla mente quei programmi comici Rai di una volta, partendo da "Non Stop" e passando per i vari "Pippo Chennedy Show", "L'Ottavo Nano" (guarda caso entrambi nati sotto la direzione Freccero), che delle barriere tra nord e sud ne facevano volentieri a meno, in cui la diversità era un valore. La chiave del successo di un programma comico è dunque la geolocalizzazione?