Momento difficile per Donatella Rettore, recentemente alle prese con un ricovero e ben due operazioni chirurgiche per l'asportazione di un tumore. Fortunatamente la cantante veneta ora sta bene: la seconda operazione è riuscita e lei stessa ha raccontato le sue attuali condizioni in collegamento con Eleonora Daniele a Storie Italiane, nella puntata in onda venerdì 3 aprile.  La Rettore è stata sottoposta a un primo intervento il 3 marzo, ma alla scoperta che il tumore asportato era maligno ha dovuto tornare in ospedale dieci giorni dopo.

Sono stata aiutata molto. Mi sono fatta spesso male nella mia vita, ma una cosa così pesante non mi era mai capitata. Forse neppure me ne sono resa conto benissimo, ma ringraziamo i medici che mi hanno tenuta tranquilla. Fate prevenzione. Se non avessi fatto la visita ginecologica non me ne sarei mai accorta da sola. Sembrava una cosa da togliere, perché poteva degenerare. Il 13 mi hanno richiamata dicendomi di tornare perché il problema era maligno e c’era il rischio delle metastasi. Sono “pulita”, ora devo stare sotto controllo. Io ero spaventata, non sapevo se ne sarei uscita viva. Ora ogni tre mesi devo fare un controllo.

Donatella Rettore non farà la chemioterapia

La Rettore aveva già raccontato la sua esperienza in tempo reale dai suoi social, pur senza entrare nei dettagli. Qualche giorno fa, l'annuncio sulla riuscita dell'operazione per rassicurare i suoi fan che l'hanno sommersa con messaggi di affetto. A Storie italiane, Donatella ha spiegato che non dovrà sottoporsi a chemioterapia o radioterapia, una notizia per lei molto rassicurante: "Avevo paura, non so se sarei stata pronta. Non credo".

La Rettore in ospedale nei giorni del coronavirus

Oltre all'ansia e alla paura, la cantante ha dovuto affrontare un'altra situazione inattesa e tutt'altro che facile: essere in ospedale nei giorni più caldi dell'emergenza coronavirus è stato un vero incubo. "Sembrava un campo di concentramento", ha raccontato a Eleonora Daniele, "Ci siamo guardate tutte senza parlare. È un momento critico, ma ce la facciamo. Siamo italiani e siamo forti".