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Don Gallo: “La sessualità è un dono, rispettate gli omosessuali e i transessuali”

Ospite del programma Che Tempo Che Fa, Don Gallo ha spiegato il suo pensiero esponendo quelle idee che per anni lo hanno fatto sembrare un sovversivo all’interno della Chiesa. Il rispetto per tutte le religioni, per la sessualità, l’indifferenza come ottavo vizio capitale e la parità dei diritti delle donne.
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A cura di Daniela Seclì
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Don Gallo si è spento oggi, all'età di 84 anni. Un parroco che è stato molto amato per essersi schierato sempre al fianco di chi aveva più bisogno, dei poveri e degli emarginati. Era il fondatore della Comunità di San Benedetto al Porto di Genova. Occupò sempre una posizione piuttosto controversa. Spesso, infatti, le idee che proclamava non rispecchiavano i principi decantati dal Vaticano. In un'intervista, rilasciata nel 2011, al programma Che Tempo Che Fa, ha spiegato con chiarezza il suo modo di vivere il sacerdozio: "Un prete deve servire e non essere servito. Io sono un prete della strada. Sono pronto a servire chi mi chiede aiuto". Poi fuga un dubbio. Spesso e volentieri si è affermato che Don Gallo fosse stato scomunicato dalla Chiesa:

"Sia ben chiaro a tutti che io non sono stato scomunicato. Sono stato ordinato il primo luglio del 59, nessuno mi ha mai scomunicato"

Don Gallo, inoltre, teneva a sottolineare che la religione cristiana non può considerarsi l'unica via spirituale, occorre rispettare chi ha deciso di pensarla in maniera diversa, rispetto alle dottrine della Chiesa:

"Bisogna riconoscere l'etica di tutti gli altri compresi gli atei e i non credenti. Gesù non è venuto a fondare una religione o una cultura. Gesù visita tutte le culture, tutte le religioni"

Parla anche dell'indifferenza che lui reputa l'ottavo vizio capitale.

Ti parlo dei miei maestri, nel 1917 era Gramsci a dirlo. Si rivolgeva contro gli indifferenti e diceva loro ‘guardate che siete fuori dalla storia, è vile'

Nel suo libro, intitolato "sono venuto per servire", dichiarava che il vero peccato è l'assenza di amore. L'intervista con Fazio diventa occasione per ribadire con forza il suo punto di vista riguardo alla sessualità. Anche in questo caso, la sua visione si discosta da quella "ufficiale" della Chiesa:

"Dio è amore, amore a perdere. Riguardo all'enigma della sessualità, cos'è questo moralismo, è un dono di Dio o è un dono del demonio? La sessualità è un dono di Dio, ma è un enigma, come si fa a capire fino in fondo? E allora rispettate i gay, l'eterosessuale, l'omosessuale, il transessuale. Basta che ci sia amore, amore a perdere"

E sul sacerdozio femminile dice:

"Certo che sono d'accordo, fino a che la donna nella Chiesa è in subordine non c'è Cristo vero. Gesù non dice: voi siete i miei fratelli ma le donne un po' meno"

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