"Un viaggio visivo e metaforico nei gironi di un'Italia trasformata in inferno. Dall'abbandono all'incuria, dall'inquinamento alla criminalità. Ma tutto può rinascere e tornare a splendere, grazie alla bellezza". È la sinossi di Dolente Bellezza, il nuovo cortometraggio su Dante diretto da Roberto Recchioni, già curatore editoriale di Dylan Dog. Un progetto di Direct2Brain che nasce dalla volontà del MAECI di rilanciare la cultura italiana nel mondo attraverso le diverse forme espressive. Dolente Bellezza sarà disponibile dal 25 marzo su Italiana, il portale della Farnesina per la promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo.

La trama di Dolente Bellezza

Dolente Bellezza si ispira, oltre che alle terzine della Divina Commedia, anche a un altro caposaldo della letteratura italiana che è "Cristo si è fermato a Eboli" di Carlo Levi. Una similitudine inusuale che, con uno sguardo lucido e neorealista, ci conduce in un viaggio catartico agli inferi, a cui segue una sorta di rinascita. Il riferimento è ovviamente all’attuale condizione del territorio italiano, unico e irriproducibile pur nella sua martoriata bellezza.

Le dichiarazioni dei protagonisti

"Il nostro approccio al mondo dell’animazione è iniziato molti anni fa con la famosa particella di sodio che inserimmo in uno spot pubblicitario dell’acqua minerale – spiega la produttrice Manuela Cacciamani – fu l’esperienza in cui comprendemmo che questa forma espressiva è fra le modalità più immediate per veicolare concetti articolati in modo semplice. Nel caso particolare di Dolente Bellezza avevamo l’obiettivo di raccontare l’opera simbolo di Dante Alighieri con uno storytelling digitale contemporaneo, un linguaggio fruibile anche dai ragazzi e con un appeal visivo affascinante per gli adulti. Per questo motivo il progetto è stato diretto da un’artista come Roberto Recchioni che è riuscito a coniugare la visual art del fumetto con la tradizione dell’opera letteraria italiana e il linguaggio moderno dell’animazione sperimentale conosciuto dai più giovani".

"Fra gli scopi del cortometraggio – sostiene Roberto Recchioni – c’è anche quello di raccontare e promuovere la grande esperienza fumettistica e di animazione della scuola italiana, legandola alla forza e alla tradizione della nostra cultura. Questo progetto nasce in un momento difficilissimo, quello della pandemia, ed è stato sviluppato quasi totalmente da remoto. La tecnologia – conclude il direttore editoriale di Dylan Dog – è stata perciò un aspetto fondamentale e imprescindibile per consentirci di completare un lavoro di gruppo con i professionisti del settore se pure distanti fisicamente".