A Live – Non è la D’Urso parla Diego Maradona jr, il figlio che Diego Armando Maradona aveva ritrovato solo da qualche anno. Ricoverato in ospedale a causa di una polmonite provocata dal Covid, Diego non è potuto andare in Argentina dopo la notizia della morte del padre. È ancora in attesa del via libera dei medici che lo hanno curato, ottenuto il quale raggiungerà il luogo in cui è sepolto il padre. Diego ha raccontato a Barbara D’Urso come sta vivendo questo momento così doloroso. Ha ricordato di avere sentito il padre pochi giorni dopo l’intervento subito:

Sapevo che papà dopo l’intervento alla testa si stava riprendendo in maniera impeccabile. L’ho visto con i miei occhi. Ho fatto una videochiamata con mio padre in clinica e stava benissimo. Dopo sono stato contagiato dal virus e abbiamo avuto sempre meno contatti perché sono stato davvero male, a volte non riuscivo nemmeno a rispondere ai messaggi di quel famoso gruppo composto da me, Dalma, Giannina, Jana, Leopoldo Luque e la psichiatra. Io voglio sapere quello che è successo e se ci sono dei colpevoli, è giusto che paghino. Io mi farò valere nelle sedi competenti perché voglio sapere la verità. Avevamo chiesto un medico che potesse monitorare quello che stava succedendo. Purtroppo qualche passaggio l’ho perso perché stavo male, con la maschera per l’ossigeno, combattevo per tenere gli occhi aperti. Il dubbio era che non sapevamo quanti giorni dovevano passare per dimettere papà dopo l’intervento.

Diego Maradona jr: “Così ho saputo della morte di mio padre”

Diego ha raccontato di avere appreso la notizia della morte del padre mentre si trovava ancora ricoverato in ospedale: “Ero a letto in ospedale e ho ricevuto il messaggio di un amico che mi ha chiesto se avessi visto cosa fosse successo. Ho acceso la televisione e ho cominciato a fare telefonate in Argentina, ma non rispondeva nessuno. Dopo 10 minuti mi ha chiamato mia moglie che era riuscita a parlare con la sorella dell’avvocato di mio padre che le aveva confermato la notizia”. Accanto a lui la madre Cristiana Sinagra che ha raccontato di avere appreso dalla televisione la notizia della morte: “Io l’ho saputo ascoltando la televisione. Ricordo che ero sul letto e cercavo di riposare. Il primo pensiero è stato chiamare Diego perché temevo si sentisse male. Abbiamo chiamato per fargli avere soccorso perché sapevo che l’avrebbe presa male. Poi ho chiamato Nunzia che mi ha confermato la notizia, perché all’inizio non ci credevo”.

Il figlio di Maradona: “Avremmo dovuto avere più tempo”

Diego si rammarica di avere potuto trascorrere poco tempo con il padre ritrovato solo da qualche anno: “È stato ingiusto quello che è successo. Avremmo dovuto avere più tempo per poter condividere la nostra vita. Lui meritava di godersi di più i suoi nipoti. Meritava di vivere la vita vicino alla persone che gli volevano bene. Io sono molto religioso e penso che arrivi la fine del cammino per ognuno di noi. Voglio rimanere con i bei momenti che ho vissuto con lui. Sono stato felice, ho provato a essere un buon figlio. Sono stato felice con mio padre, posso solo dire che ne è valsa la pena, anche se per poco tempo”. È felice, però, che il padre abbia avuto la possibilità di conoscere i suoi figli: “La parte più bella del mio viaggio con mio padre fu quando durante le feste di Natale vidi che aveva in braccio mio figlio. Sono riuscito a chiudere un cerchio. Porterò con me un grande rimpianto: quello che per colpa del Covid non ha potuto tenere l’altra mia figlia in braccio”. E rispetto al testamento ha detto: “Avrei preferito morire di fame tutta la vita piuttosto che vivere questo momento”.

I presunti figli illegittimi di Diego Armando Maradona

Diego ha infine commentato la questione dei presunti figli illegittimi di Maradona che adesso chiedono il riconoscimento: “Per il mio trascorso, ho sempre detto che rispetto un certo tipo di lotte però bisogna farle in maniera civile e umana. Si va in tribunale, si fa un processo e il giudice ha gli strumenti per procedere. Quando non c’è questo e ci si reca all’esterno di un cimitero a chiedere la riesumazione di una salma di una persona che è morta 48 ore prima, con il proprio avvocato e con la stampa, è uno schifo. Ho sempre detto che se sono i miei fratelli, ci sono per tutti. Ma non così. La guerra non si fa perché mio padre non c’è più e non si può difendere”.