Intervistata da Francesca Fagnani per Belve, in onda sul Nove, Daniela Santanché smette i panni del personaggio politico per raccontare il rapporto da sempre conflittuale con il padre. L’uomo non le avrebbe mai perdonato il fatto di non essere nata maschio, come avrebbe preferito: “Il nostro era un rapporto conflittuale. È brutto quando già alla nascita sai di essere una delusione, per una fessura nel corpo che ti rende femmina. Ho passato molta parte della mia vita a cercare di conquistarlo, di farmi amare”.

L’incapacità di riconoscerne i meriti

Per tutta la vita, la senatrice di Fratelli d’Italia avrebbe inseguito invano l’affetto del genitore. Quel rapporto conflittuale, comunque, non le avrebbe impedito di soffrire quando l’uomo è mancato: “Perdere mio padre è stato il dolore più grande della mia vita”. E quando la Fagnani le chiede cosa gli direbbe se avesse l’opportunità di vederlo ancora per qualche minuto, la Santanché risponde:

Io ho odiato moltissimo mio padre, ha reso la mia vita durissima, sempre a farmi lavorare, a non dirmi mai brava. Avrei voluto sentire, una volta sola, un “brava Daniela”. Quando sono diventata per la prima volta deputato mi ha detto: “Che roba è? Mica ti hanno fatto Papa”.

Chi era Ottavio Garnero, padre di Daniela Santanché

Ottavio Garnero, padre di Daniela Santanché, morì nel 2012 a 81 anni. Titolare di un’agenzia di spedizioni, fu presidente del Cuneo Calcio negli anni 80. Dalla moglie Delfina ebbe tre figli: Daniela e i fratelli Massimo e Fiorenza. Ai funerali svoltisi a Cuneo nella chiesa del Sacro Cuore parteciparono diversi esponenti del mondo politico come Ignazio La Russa. Presente anche Alessandro Sallusti, giornalista ed ex compagno di Daniela oggi legato alla nuova compagna Patrizia D’Asburgo Lorena.