Daniel Radcliffe ha girato alcune scene del film “Harry Potter e il principe mezzosangue” da ubriaco. Il maghetto della fortunata saga “Harry Potter” rivelò tra il 2011 e il 2012 di avere affrontato un lungo percorso necessario a liberarsi dalla dipendenza dall’alcol. Era il 2007 quando cominciarono le riprese del sesto film della saga e Radcliffe, appena 18enne, faceva i conti già da qualche anno con il successo internazionale verso il quale i film nati dai romanzi di J. K. Rowling lo avevano catapultato. Giovane uomo dalla personalità introversa, trovo nell’alcol la sua valvola di sfogo. “Lo facevo ogni giorno, o meglio, tutte le notti. Non bevevo mai mentre ero sul set di Harry Potter ma andavo a lavoro ancora ubriaco” confessò l’attore a Health Magazine nel gennaio del 2012, quasi due anni dopo avere smesso di bere.

Daniel Radcliffe cominciò a bere nel 2007

Radcliffe aveva 18 anni quando partirono, nel settembre del 2007, le riprese del film “Harry Potter e il principe mezzosangue”. Quasi in contemporanea il giovane divo cominciò trovare rifugio dalle sue stesse aspettative nell’alcol. Lo confessò anni dopo, raccontando che il film conterrebbe scene girate mentre era ancora ubriaco: “È stato brutto. Non voglio entrare nei dettagli ma bevevo molto, e lo facevo ogni giorno, o meglio, tutte le notti. Vi dico con sincerità che non bevevo mai mentre ero sul set di Harry Potter ma andavo a lavoro ancora ubriaco. Posso indicarvi molte scene in cui sono praticamente andato, anche se non era così apparente”. Da quel momento cominciò per l’attore una spirale discendente, dalla quale sarebbe riemerso solo due anni più tardi. A GQ, sempre a proposito di quel periodo, confessò di non sapere come avesse fatto a sfuggire ai paparazzi durante i suoi tour serali tra bar e locali: “Ero diventato troppo dipendente dall'alcol. Mi serviva per divertirmi. Ci sono stati troppi casi in cui avrebbero potuto fare una di queste foto”.

La strada verso la disintossicazione

È stata l’autoconsapevolezza ad aiutare l’attore a individuare la causa dei suoi problemi, il primo passo necessario a disintossicarsi dall’alcol: “Il modo più rapido per dimenticare che sei osservato è di ubriacarsi. E poi quando sei ubriaco si diventa consapevoli del problema”. Erano gli anni di maggior successo, quelli scanditi dal lavoro entusiasmante sul set, dai guadagni, dall’esigenza di dover far fronte alle aspettative del pubblico: “Uno dei problemi è legato alle aspettative che dovresti essere sempre felice. Hai un lavoro grandioso, sei benestante, non hai il diritto di non essere sempre entusiasta. Penso che sia legato anche alla pressione. Improvvisamente inizi a pensare ‘Se mi sto semplicemente sentendo triste vuol dire che sto facendo qualcosa di sbagliato? Non sono bravo nell'essere famoso?'”.

Daniel Radcliffe ha smesso di bere dal 2010

Nell’estate del 2010, risvegliatosi da un’altra notte segnata dall’abitudine a bere, Radcliffe comprese che avrebbe dovuto smettere di bere. Completamente, senza lasciare alcuno spiraglio aperto, nemmeno qualche bicchierino durante una serata con amici: “Dopo il primo periodo ho iniziato a vergognarmi delle cose che dicevo o che facevo quando ero in preda all’alcol. Ecco perché adesso non ne tocco più nemmeno un goccio. Mi piacerebbe essere la persona che va a una festa e beve due bicchierini, ma per me non funziona. Preferisco restare a casa a leggere”. Aveva 21 anni, tre dei quali trascorsi senza più riconoscersi. Le riprese della saga con Harry Potter, Hermione e Ron erano appena finite e fu proprio l’addio al ruolo del giovane maghetto a fare da spartiacque, a segnare la linea invalicabile tra il prima e il dopo. Sobrio da quel momento in poi e per il resto della sua vita. Sono trascorsi 10 anni da allora e l’attore ha mantenuto fede al suo proposito. Ma quella storia di dipendenza non l’ha dimenticata, trasformandola nell’esempio da lasciare in dote ai giovanissimi che lo hanno seguito. Da qui la decisione di parlarne, di fare luce su quegli anni bui. Perché gli sforzi compiuti per disintossicarsi possano servire da monito a coloro che, come lui,  finiscono per smarrire la strada.