In queste ore, alcune dichiarazioni rilasciate dal Ministro dell'Istruzione Lorenzo Fioramonti al programma di Rai Radio1 ‘Un giorno da pecora' stanno suscitando un acceso dibattito. In particolare, Fioramonti si è espresso sulla presenza del crocifisso nelle aule e ha affermato di ritenere più utile appendere alla parete una cartina o richiami alla Costituzione:

"Il crocifisso a scuola è una questione divisiva, che può attendere. Io credo in una scuola laica, ritengo che le scuole debbano essere laiche e permettere a tutte le culture di esprimersi e non esporre un simbolo in particolare, ed eviterei l'accozzaglia, diventa altrimenti un mercato […] Meglio appendere alla parete una cartina del mondo con dei richiami alla Costituzione".

La replica di Paolo Brosio

Le parole del Ministro dell'Istruzione hanno fatto storcere il naso a Paolo Brosio. Il sessantatreenne è intervenuto su Facebook per esprimere la sua indignazione. Ha spiegato di reputare offensive le parole di Fioramonti: "Il ministro non solo offende milioni di cattolici italiani, ma miliardi di cristiani in tutto il mondo. Non solo. Ignora che Cristianesimo significa cultura della storia delle radici dell’Italia e del mondo. Che vergogna, che tristezza, che pena".

L'appello al ministro Fioramonti

Infine, Paolo Brosio ha indirizzato una lettera direttamente al ministro dell'istruzione. Lo ha invitato a chiedere scusa e a dimettersi. Ritiene che Satana abbia convinto anche lui che Dio non serva. Quindi ha concluso: "Poveri noi, altro che Cinque Stelle, qui non risplende più nessuno".

"Caro ministro, dopo un’uscita del genere, farebbe bene a chiedere scusa e poi a lasciare una poltrona sulla quale si è seduto in maniera impropria, indegna perché ignora completamente la storia del suo Paese, che è intrisa di cultura, arte dei maestri di tutte le epoche e del sangue dei martiri cristiani. Lei, ministro, ignora libri come i Promessi Sposi, che sono intrisi di concetto di Divina Provvidenza cristiana, ignora che l’arte e la cultura del nostro paese ci ha regalato statue e dipinti dove campeggiano crocifissi come segno di speranza per una vita migliore, non solo dopo la morte per la vita eterna, ma già in questa esistenza terrena per combattere il male che è Satana il quale ha ormai convinto tutti, e purtroppo anche lei che è ministro, che Dio non serve a nulla. […] Ci facciamo prendere in giro persino dai musulmani moderati e da altre religioni o filosofie le quali mai vorrebbero che nei loro luoghi pubblici e nelle loro città sparissero i simboli a loro cari, a maggior ragione i ministri che rappresentano i loro Paesi. È veramente il colmo. Poveri noi, altro che Cinque Stelle, qui non risplende più nessuno, solo la miseria di queste logiche che appiattiscono tutto e tolgono persino la gioia della fede a chi se l’è cercata con tanto entusiasmo. Paolo Brosio".