Mai più Netflix, Amazon e Now Tv in alta definizione durante l'ora di punta. Ce lo chiede l'Europa. L'emergenza planetaria dovuta all'epidemia da Coronavirus potrebbe colpire persino le piattaforme di contenuti in uno scenario che si profila apocalittico anche sul piano tecnologico. Considerate le centinaia di milioni di europei bloccati in casa per contrastare l'epidemia, il commissario europeo per il mercato interno e i servizi Thierry Breton ha chiesto a tutti gli operatori di contenuti on demand di non occupare troppo la banda per non mettere sotto pressione la rete, in questi giornate occupate per il telelavoro.

La Commissione europea ha dichiarato che la distribuzione del traffico in questo momento storico rischia di mettere a dura prova l'intera infrastruttura di Internet in un momento sono necessari altri usi. Queste le parole di Breton: "Piattaforme di streaming, operatori di telecomunicazioni e utenti, tutti abbiamo la responsabilità comune di adottare misure per garantire il buon funzionamento di Internet durante la battaglia contro la propagazione dei virus". Per questo, Thierry Breton ha esortato tutti gestori a ridurre temporaneamente la qualità dello streaming video offrendo una definizione standard piuttosto che un'alta definizione.

Nella giornata di mercoledì, il commissario avrebbe parlato con Reed Hastings, CEO di Netflix, sull'idea di misure per ridurre la congestione di rete. Breton ha persino lanciato l'hashtag #switchtostandard per esortare tutti a fruire dei contenuti con una qualità più bassa. Intanto restano in silenzio tutti gli operatori con i propri clienti. Si tratterebbe di un disservizio non da poco per gli affezionati clienti considerato che per un abbonamento in altissima definizione, ovvero la tecnologia 4K UHD, si spende in media 15.99 euro/mese. Quasi 200 euro l'anno.

In tarda serata, Netflix ha annunciato ufficialmente di aver accettato la richiesta della Commissione Europea. La qualità dei contenuti sarà abbassata per 30 giorni.