Porta a Porta si ferma. Nonostante il tampone su Bruno Vespa abbia avuto esito negativo, per effetto del periodo di incubazione che può essere di 14 giorni, la trasmissione si ferma temporaneamente. Attraverso le maggiori agenzie di stampa, il conduttore della trasmissione attacca l'Usigrai: "Preoccupa lo stop, lo ha voluto l'Usigrai".  Per il conduttore non c'è nessuna ragione sanitaria per dare lo stop a Porta a Porta, che sarà sospeso nei giorni di oggi, domani e giovedì: "Apprendo che la direzione generale della Rai avrebbe deciso di non mandare in onda ‘Porta a porta' nelle giornate di oggi, mercoledì, giovedì. Da soldato, sono abituato da sempre a rispettare le decisioni aziendali. Ma questa mi sembra gravissima e pretestuosa".

Lo stop è dovuto alla presenza nello studio di Nicola Zingaretti mercoledì scorso, che ha poi mostrato i sintomi di positività nella giornata di sabato. Così Bruno Vespa: "Nicola Zingaretti è venuto a Porta a porta nel pomeriggio di mercoledì scorso e ha manifestato i primi sintomi di positività al virus sabato. Il direttore generale dello Spallanzani, professor Ippolito, mi ha confermato che il rischio si limita alle persone che nelle 48 ore precedenti (e non 72, come nel nostro caso) abbiamo avvicinato la persona infetta per più di mezz'ora a meno di un metro di distanza. Questo con Zingaretti non è avvenuto. Non esiste pertanto nessuna ragione sanitaria su cui si fondi il provvedimento". 

La reazione di Vittorio Di Trapani

Il riferimento di Bruno Vespa all'Usigrai è alla reazione di Vittorio Di Trapani, segretario del sindacato più importante del servizio pubblico, che dalla sua pagina Facebook si è chiesto: "Bruno Vespa si è sottoposto al tampone "volontariamente". Cioè? Esiste una procedura volontaria? Io avevo capito che i tamponi sono decisi dal Servizio Sanitario Nazionale secondo protocolli precisi. Sono contento che sia negativo. Ma ricordo – a tutela di tutti – che l'incubazione – per tutti – è fino a 14gg".