Si potrà dire che era il minimo, visto l'impegno della Rai nel pubblicizzare per mesi la ricorrenza dei 50 anni di carriera di Claudio Baglioni, ma "Al Centro" è stato un evento televisivo difficilmente dimenticabile. Le enfatizzazioni verbali in questo caso sono necessarie e si divincolano dalle accuse di esagerazione, perché questo evento non celebra l'artista musicale più popolare in Italia,  non riavvolge solo il nastro della sua carriera ripercorrendola grazie ai suoi più grandi successi, ma nella resa televisiva raduna alcuni dei nomi più apprezzati del settore, su tutti Duccio Forzano alla regia (che ha seguito e seguirà Baglioni anche a Sanremo) e Giuliano Peparini per le coreografie, che hanno contribuito a restituire la percezione di un evento -trasmesso in diretta – dal valore evocativo potentissimo.

Per farsi un'idea dell'amore trasversale per Baglioni, della commozione collettiva scaturita dal concerto trasmesso da Rai1, sarebbe bastato scorrere i migliaia di tweet di genuflessione emotiva pubblicati durante la messa in onda dell'evento. Ma offrire al telespettatore la possibilità di entrare letteralmente in un evento del genere attraverso un'esperienza visiva di grande calibro è un'altra cosa. Alcune tra le più famose canzoni di Baglioni sono state supportate da uno spettacolo visivo imprevedibile, semplicemente strepitoso, capace di lasciare a tratti a bocca aperta.

La televisione che aggrega

Serate come "Al Centro" da una parte disinnescano la polemica pavloviana del "chissà quanto è costato alla Rai?". Dall'altra sono utili a confermare che la televisione guadagna linfa vitale da questi grandi eventi, che sfuggono alla fruizione personalizzata/on demand del singolo spettatore e sono capaci di raccogliere grandi masse di persone, in contemporanea, davanti a quello che una volta chiamavamo piccolo schermo. Chi scrive lo fa da Napoli e può assicurare che, se pure avesse voluto evitare per qualche motivo il concerto di Baglioni all'Arena di Verona, sarebbe stato costretto ad ascoltarlo dalle decine di vicini che l'hanno visto e sentito, col volume a palla e senza alcun imbarazzo a cantare a squarciagola.