"È finito Gomorra, evviva Gomorra, al rogo Gomorra". Difficile ricordare serie più divisiva di questa, forse dovremmo ritornare indietro agli anni '80, quando Napoli finiva nel tritacarne mediatico a causa di uno sceneggiato molto crudo per l'epoca (quelli con qualche capello bianco in più la ricorderanno certamente), che era "Naso di cane" diretto da Pasquale Squitieri. (qui il link su RaiPlay della prima puntata). Un semplice paragone per capire quanto sia sterile, per non dire ammuffito, il dibattito sul presunto esempio negativo che Gomorra può dare della città, a prescindere da ogni tragica coincidenza. Perché il racconto romanzato di qualsiasi scenario criminale è da sempre motore pulsante universale di tutte le narrazioni. In tutte le epoche.

Fatta questa premessa, il finale della quarta stagione di "Gomorra" ci ha lasciato con due grandi colpi di scena, oltre al solito "chiacchiericcio sorrentiniano". Il primo, Genny Savastano è tornato. Disattendendo e prendendo in contropiede ogni possibile scenario ipotizzato, torna sui suoi passi riprendendosi tutto quello che era sempre stato suo e della sua famiglia. E lo ha fatto nel modo più spietato possibile. Il secondo grande colpo di scena è legato al trailer de "L'Immortale", il film che racconterà la vita di Ciro Di Marzio e che sarà nei cinema già a Natale. Grande, grandissimo clamore per quel trailer che vede Ciro Di Marzio andare a fondo, nella notte in cui viene ucciso da Genny Savastano, e muovere le braccia alla fine. Si è creato un vero e proprio effetto sorpresa, sui social network il pubblico si è diviso ancora una volta, con la rivelazione del trailer che si è appaiato al finale dando al pubblico due argomenti giganteschi di cui parlare (e spoilerare, ovviamente).

E così, mentre vediamo il corpo di Ciro Di Marzio affondare nelle acque del Golfo di Napoli, i ricordi affiorano. Rivivremo l'infanzia e l'adolescenza di questo personaggio in una storia diretta proprio da Marco D'Amore. Una storia che amplierà il suo racconto, la sua esistenza. Scopriremo come gli eventi hanno reso Ciro Di Marzio il soldato noto come "L'Immortale". Qualcuno dice che il grande racconto a cui assisteremo a Natale sarà anche un punto di partenza per quella che sarà la quinta stagione, che forse in fondo Ciro Di Marzio è ancora lui, L'Immortale. Il tormentone non si ferma, il dibattito si amplifica e a noi, addetti e spettatori, non resta che aspettare.