La Rai non sembra avere intenzione di mollare sulla questione dei diritti tv di Serie A e il rischio della chiusura definitiva di uno storico programma come "90esimo minuto". Dopo la pubblicazione da parte della Lega di Serie A dei pacchetti e del regolamento per la commercializzazione privata dei diritti tv della massima competizione calcistica italiana, sono sorte due polemiche sostanziali: la prima è relativa al rischio che un tifoso debba sottoscrivere due abbonamenti diversi per vedere tutte le partite (rischio che verrà probabilmente scongiurato); la seconda, invece, riguarda il divieto imposto di non trasmettere gli highlights in chiaro delle partite prima delle 22. Tradotto in soldoni, significa che la storica trasmissione che da anni le azioni salienti delle partite di Serie A, non avrebbe più senso di esistere.

Così il servizio pubblico, che già nei giorni scorsi aveva espresso posizioni fortemente contrarie tramite un comunicato stampa e i commenti di alcuni volti noti sui social, ha annunciato in queste ore la possibilità di fare ricorso contro il bando divulgato dalla Lega Calcio. Stando a quanto riporta Adnkronos Giancarlo Mazzucca, membro del CdA Rai, dichiara: "Ci stiamo interessando alla questione. Domani c’è un Consiglio di amministrazione e ne parleremo, spero. Mi sembra un controsenso in questo momento essere considerati di Serie B. Tutti siamo cresciuti con 90esimo minuto, pensare che questa grande bandiera Rai debba essere ammainata è molto grave".

Sulle tempistiche del ricorso aggiunge: "Non credo partirà domani (il 13 giugno si saprà chi trasmetterà i match di Serie A nelle prossime tre stagioni) sentiremo cosa ci dirà il direttore generale e poi vedremo quale è il dibattito che ne verrà fuori". Mazzucca chiude con un parere personale in linea con le posizioni espresse dall'azienda nei giorni scorsi, definendo il rischio della chiusura di "90esimo Minuto" come "Un danno verso i contribuenti senza precedenti, togliendo di fatto la libertà a chi è tifoso e non può permetterselo".