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Festival di Sanremo 2017

Lo spacco di Diletta Leotta le impedisce davvero di difendersi dalla violenza online?

C’è un dress code preciso cui omologarsi quando si parla di violazione della privacy? Lo sostiene Caterina Balivo, secondo cui Diletta Leotta, che a Sanremo 2017 ha denunciato il caso delle sue foto hot finite in rete, non avrebbe dovuto salire sul pulpito indossando un abito con spacco. E perché mai?
A cura di Stefania Rocco
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E perché mai Diletta Leotta non dovrebbe poter parlare di violazione della privacy se indossa un  abito con spacco? Nel corso della prima serata di Sanremo 2017, Caterina Balivo si è lasciata andare a un’esternazione postata sui social che, a qualche ora dalla conclusione dell’evento Rai, rischia di cristallizzarsi in una cattiva figura. “Non puoi parlare della violazione della privacy con quel vestito e con la mano che cerca di allargare lo spacco della gonna” ha scritto Caterina Balivo sul suo profilo Twitter a pochi minuti dal momento in cui la giornalista Sky è salita sul palco per denunciare il caso delle foto hot finite in rete senza il suo consenso.

C’è un dress code cui omologarsi per parlare di casi come il suo? Se si indossa un abito con spacco e ombelico in evidenza (abito che è stato scelto espressamente per salire sul palco della prima serata di Sanremo, non per condurre la sagra della salsiccia), si ha meno diritto di parlare di un episodio tanto grave? Per fortuna, no. La coscia esposta, la pancia scoperta e la generale leggerezza con la quale ha calcato il palco della kermesse canora più famosa d’Italia, non rendono Diletta più o meno adatta a farsi portavoce di qualcosa che ha dovuto affrontare in prima persona.

La violenza resta tale, in qualsiasi circostanza e condizione. Vedere circolare in rete le proprie foto private, foto che sono state scattate solo per la fruizione di due persone al massimo, ti mette necessariamente nella condizione di allargare le spalle. Non è la prima volta che la Leotta denuncia l’accaduto. L’abito elegante e moderatamente provocante si adatta allo spirito di gala legato alla serata sanremese. In quel caso, un dress code da rispettare esiste, e Diletta ha centrato l’obiettivo. Che approfitti di un palco tanto importante per dar voce a quanto ritiene fondamentale denunciare, è un suo pieno diritto. È impensabile stabilire se se ne possa parlare o meno solo secondo come ci si abbiglia. Impensabile che debba essere un abito a condizionare il tenore delle proprie manifestazioni di dolore. Chi sostiene il contrario commette una leggerezza e in tempo come questi è vitale prestare all'argomento un'attenzione maggiore.

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