Chef Rubio è stato denunciato per istigazione all'odio razziale e diffamazione da Ilan Brauner, noto medico legale e figura di spicco della comunità ebraica trevigiana. Lo riporta il Corriere del Veneto, che sottolinea come a provocare la reazione Brauner sia arrivata in risposta alle parole di Chef Rubio, al secolo Gabriele Rubini, nei confronti dello stato di Israele, che definì senza timore "esseri abominevoli".

In quell'occasione molti avevano reagito definendo Rubio antisemita, ma il volto televisivo aveva immediatamente rispedito le accuse al mittente così:

Vorrei ricordare che i palestinesi, nonostante voi li consideriate inferiori alle bestie, sono SEMITI, quindi con me non attacca la storiella dell’antisemitismo solo perché critico la politica vigliacca e persecutoria di Israele. Se lo dice Roberto Saviano che si può criticare Israele, allora perché io non posso dire il vero, ossia che i cecchini sionisti sparano sui bambini per uccidere e invalidare le generazioni future, così da rendere il popolo palestinese dipendente da Israele? Israele non è una democrazia! Se lo Stato di Israele è ebraico non può essere democratico, perché non esiste uguaglianza. Se è democratico, non può essere ebraico, poiché una democrazia non garantisce privilegi sulla base dell’origine etnica. Fine della storia.

Le parole di Chef Rubio avevano naturalmente sollevato polemiche di tenore politico, che hanno portato soprattutto gli ambienti della destra a stigmatizzare fortemente le uscite del personaggio televisivo. "È ufficiale, bisogna riaprire i manicomi", aveva scritto in merito Matteo Salvini. Risale ai giorni scorsi, inoltre, lo stop Rai alla partecipazione di Chef Rubio al programma #Ragazzicontro per "ragioni di opportunità". Decisione, questa del servizio pubblico, capace di destare non poche polemiche.