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Cesare Bocci sulla sua Daniela: “Ha superato ictus e cancro, amo una donna straordinaria”

L’attore de “Il Commissario Montalbano” racconta la lunga odissea vissuta con la compagna, che negli ultimi sedici anni ha dovuto far fronte a un’embolia post partum, con un lunghissimo processo di riabilitazione, e a un cancro al seno.
A cura di Valeria Morini
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Nella nuova puntata di "Verissimo" è intervenuto ospite Cesare Bocci, il bravo attore marchigiano noto al grande pubblico soprattutto per il ruolo di Mimì Augello in "Il Commissario Montalbano". L'attore ha appena scritto un'autobiografia insieme alla compagna Daniela Spada, incentrata sulla malattia di lei e su come il loro amore – lungo 23 anni – li ha aiutati a superare i momenti più difficili.

Colpita da un ictus post partum sedici anni fa, pochi giorni dopo la nascita della figlia Mia, Daniela ha dovuto affrontare un lunghissimo processo di riabilitazione. Bocci ha raccontato quel terribile momento, avvenuto il 1 aprile 2016, e ciò che è accaduto dopo.

In quel momento stavo leggendo Montalbano. Sento che mi dice "mi fa male la testa" e poi inizia a urlare. Lì è cambiato tutto. La portiamo al pronto soccorso, ma i medici hanno pensato che fosse una crisi di nervi. La tac gliel'hanno fatta un'ora e mezza dopo. Poi è entrata in coma. Per me è stata una cosa che all'inizio non riuscivo ad accettare, fino a quando non ci siamo rimboccati le maniche e siamo andati avanti. Quando si è risvegliata, è partita la fase del recupero. Lei era paralizzata dalla parte destra, non poteva parlare, non poteva concentrarsi.

Bocci, a questo proposito, ha raccontato anche un aneddoto "simpatico": "Quando si è svegliata, arrivo in ospedale, lei mi guarda e mi chiama "Luigi". Era il suo ex fidanzato". Il dramma di Daniela non era però solo a livello fisico, dal momento che recuperare il rapporto con la figlia è stato difficilissimo:

Lei non sapeva neanche di essere mamma, vedeva le foto di Mia e non la riconosceva. Per due anni, non ha potuto curarla. La bambina non la riconosceva, perché era cresciuta con me e con la tata. Abbiamo dovuto rivolgerci a degli psichiatri.

Poi, quando Daniela era tornata a fare la mamma, così come a camminare e a sciare, un altro dramma:

Sei anni fa, quando aveva recuperato parecchio, le è stato diagnosticato un tumore al seno, che ha dovuto essere operato. All'inizio pensi perché è capitato proprio a te. Po vai avanti, perché vita è questo. La forza è stata sua, io le sono stato vicino come un uomo che ama una donna. Sono un personaggio pubblico ma sono soprattutto un uomo, che ha avuto accanto una donna con una forza straordinaria. Ecco perché io e Daniela vogliamo portare a tutti la nostra testimonianza. Scrivendola, ci siamo reinnamorati.

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