Mancano pochi giorni al 20 gennaio, quando ci sarà la cerimonia di inaugurazione della presidenza di Joe Biden. Nonostante i tumulti delle ultime settimane, con l'assalto a Capitol Hill da parte di migliaia di manifestanti pro Trump, l'America si appresta all'evento che sancirà definitivamente la fine dell'esperienza di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti.

La cerimonia per l'insediamento di Joe Biden presidente e di Kamala Harris come sua vice verrà regolarmente trasmessa in televisione e si apprende da Variey che a produrlo sarà lo stesso team che si era occupato della convention nazionale del Partito Democratico. Evento trasmesso in prima serata, per la durata di 90 minuti, che non sarà dato in esclusiva a un solo broadcast come si era inizialmente immaginato. Sono tre i grandi network pronti a trasmettere l'evento in prime time, ABC, CBS e NBC. A loro si aggiungeranno altri canali via cavo.

A chiamarsi fuori dalla partita è la Fox di Rupert Murdoch, che è stata di fatto un megafono per Donald Trump in questi ultimi anni. E se si considera che lo stesso Trump ha dichiarato che non sarà alla cerimonia di insediamento di Biden, rompendo così una consuetudine, non appare assurdo il rifiuto di Fox a trasmettere l'evento, per quanto accompagnato da una motivazione abbastanza curiosa.Secondo quanto riportato da Variety, Fox si sarebbe detta riluttante a partecipare per non dover spostare la messa in onda di The masked dancer, alias Il ballerino mascherato, spin off del format che dal 2020 va in onda anche su Rai1. La messa in onda dello show sarebbe prevista proprio per il 20 gennaio.

Per avere un'idea più chiara del legame strettissimo tra la propaganda di Donald Trump e l'approccio di Fox News, può tornare utile la visione di The Loudest Voiceserie Tv trasmessa da Sky lo scorso anno, che vede Russell Crowe vestire i panni di Roger Ailes. Produttore televisivo e consulente di comunicazione, Ailes è l'uomo che ha cambiato la storia di Fox News spingendo l'emittente verso una produzione fortemente condizionata da inclinazioni repubblicane e una conseguente polarizzazione del suo pubblico verso posizioni conservatrici e di destra. Secondo esperti ed analisti si tratta della culla dell'America trumpista, il luogo mediatico che ha permesso all'oramai ex presidente degli Stati Uniti di rompere le gerarchie del partito Repubblicano e diventare candidato presidente, oltre all'organo che è stato cassa di risonanza di Trump nei quattro anni trascorsi alla Casa Bianca.

E non è un caso che nelle ultime settimane in cui Trump ha negato con insistenza la vittoria di Biden parlando di brogli elettorali mai dimostrati, la stessa famiglia Murdoch si sia spaccata sull'appoggio all'ex presidente. Anche le traversie della dinastia Murdoch sono ben riassunte in un'altra serie Tv molto discussa, Succession del 2019.