Quentin Tarantino lo ha dichiarato a più riprese: il suo universo cinematografico si esaurirà in 10 pellicole. Un annuncio che ha allarmato i suoi fan, lasciandoli allo stesso tempo in fibrillazione per quello che potrebbe esserne l’epilogo. In questa prospettiva, ogni film di Tarantino è vissuto come una perla unica, da assaporare fino all’ultimo fotogramma. E C’era una volta a… Hollywood, nona e penultima fatica del Nostro, non è un’eccezione: ricca di tarantinismi e di citazioni, ha in sé un approccio più riflessivo, “maturo” e nostalgico. Non a caso, il progetto era nato come romanzo – per poi spostarsi su pellicola solo in un secondo momento.

I mitici – e inquietanti – anni Sessanta

Ma cosa racconta la nona storia del campione di Knoxville, Tennessee? Siamo a Los Angeles, nel 1969. La storia è incentrata sul rapporto di amicizia tra l’attore in declino Rick Dalton (Leonardo DiCaprio) e la sua storica controfigura – ed attuale chaffeur e tuttofare – Cliff Booth (Brad Pitt), che vive in una roulotte con il suo cane. Un rapporto per il quale Tarantino si è ispirato a quello tra Burt Reynolds e il suo stuntman Hal Needham. Ma torniamo al film: dopo l’ennesima delusione, Rick e il suo doppio decidono di traslocare in Italia, dove molte star in declino stanno avendo una nuova vita artistica come protagonisti degli spaghetti-western. Sei mesi dopo, i due tornano, con una moglie (italiana) in più per Rick. Li attende la notte più calda del 1969. Sharon Tate (Margot Robbie), attrice emergente e moglie di Roman Polanski, è infatti la nuova vicina di casa di Rick. E una comunità hippie, guidata da Charles Manson, è appena arrivata in città… Insomma, una trama assolutamente suggestiva arricchita da un cast ricchissimo, come da tradizione tarantiniana. Oltre al trio delle meraviglie citato, a fare da “contorno” abbiamo, tra gli altri, Al Pacino, Dakota Fanning, James Marsden, Emile Hirsch, Kurt Russell, Bruce Dern, Luke Perry e Michael Madsen. E scusate se è poco…

Tarantino Mania, per immergersi in un universo unico…

Come detto, l’opera di Tarantino si svilupperà in 10 “storie”: arrivati alla vigilia di questo traguardo nella sua carriera, Sky Cinema ha deciso di riproporre le pellicole di Quentin in una Collection che sarebbe delittuoso perdersi. Innanzitutto, perché comprende i suoi grandi successi – che ripercorriamo per il solo gusto di sentirne risuonare i titoli: Pulp Fiction (1994), Four Rooms (1995), Dal Tramonto all'Alba (del 1996, per la sceneggiatura di Quentin Tarantino), Jackie Brown (1997), Kill Bill: Volume 1 e Kill Bill: Volume 2 (2003-2004… due film, una storia: vale uno!), Sin City (2005, in cui Tarantino è special guest director), The Hateful Eight (2015) e C’era una volta a… Hollywood (2019).

… Con una ciliegina sulla torta

La Collection concede, inoltre, qualche “divagazione”: il film a episodi Four Rooms (l’episodio L’uomo di Hollywood lo firma Quentin), l’horror Dal Tramonto all’Alba (Quentin ne è sceneggiatore, oltre che interprete di un personaggio mitico) e Sin City, in cui Tarantino è lo “special guest director” in una parte dell’episodio Un’abbuffata di morte. Soddisfatti? No?!? E allora ecco l’ultima ciliegina che tenevamo per i fan più accaniti di Quentin: la Collection include anche l’esclusivo special Conversazione con Quentin Tarantino, in cui il regista ci parla di C’era una volta a… Hollywood, delle sue passioni e del ruolo dell’anno 1969 nella cultura americana. Insomma, una vera scorpacciata in onda 24 ore al giorno su Sky Cinema, fino al 10 maggio.