Procede la diatriba tra Antonio Ricci e la Rai. Il padre di ‘Striscia la notizia’ ha affermato di essere stato contattato per rilasciare un’intervista a Giorgio Verdelli per ricordare Enzo Trapani in un programma di Rai2. Più tardi poi sarebbe stato ricontattato e informato che l’intervista non sarebbe più stata realizzata a causa del presunto divieto imposto da Andrea Fabiano, direttore di Rai2. In queste ore, la vicenda è stata portata all’attenzione del Ministro dello sviluppo economico Luigi Di Maio, tramite un’interrogazione presentata da alcuni parlamentari del Movimento 5 Stelle (tra cui Elio Lannutti, Primo Di Nicola, vice presidente della Commissione di Vigilanza Rai, e Gianluigi Paragone, capogruppo 5 Stelle in Vigilanza). Nel documento, diffuso da ‘Striscia la Notizia’, i parlamentari hanno chiesto:

“Se risulti al Ministro che per ogni intervista del servizio pubblico Rai, pagato col canone dei cittadini sulle bollette elettriche, venga richiesto il consenso preventivo dei direttori di rete o di testata, censurando a priori personaggi pubblici poco graditi, violando in tal modo la principale missione del servizio pubblico ed il pluralismo dell’informazione. […] Se non ritenga che la libertà di stampa rappresenti una delle garanzie che un Governo democratico, assieme agli organi di informazione, dovrebbe garantire ai cittadini, per assicurare l'esistenza di un'informazione libera, contribuendo in tal modo a ripristinare all'interno della Rai la libertà di stampa e rimuovendo le eventuali censure”.

La versione di Antonio Ricci

La diatriba ha avuto inizio nei giorni scorsi. In un comunicato diramato da ‘Striscia la notizia’, si accusava Andrea Fabiano di aver bloccato un’intervista precedentemente richiesta ad Antonio Ricci. Nel comunicato erano riportate anche le parole del padre del tg satirico:

"L’editto Fabiano è una discriminazione gaglioffa e inconcepibile. Tra l’altro non sono neppure un dipendente Mediaset, ma un libero professionista senza vincoli di esclusiva. A me non piace comparire in Tv, ma mi ero messo gratuitamente a disposizione del servizio pubblico per il debito di riconoscenza che provo per il mio Maestro Enzo Trapani, di cui sono rimasto, almeno fino a oggi, l’unico discepolo vivente".

La replica della Rai

Pronta è arrivata la replica della Rai, che ha chiarito che l’intervista ad Antonio Ricci non è stata più realizzata perché non è mai stata data l’autorizzazione necessaria per procedere: “In merito a quanto dichiarato da Antonio Ricci, si precisa che a nessun dipendente o collaboratore di Rai2 è stato mai dato il consenso di chiedere una sua intervista per una trasmissione televisiva della Rete. Un’eventuale richiesta al signor Ricci in questo senso, sarebbe comunque da considerarsi frutto di iniziative personali prive della necessaria autorizzazione preventiva”.