C'era una volta "Black Mirror", la serie che parlava di inquietanti legami tra uomo e tecnologia mostrandoci un futuro prossimo che minacciava di avverarsi, uno specchio oscuro che rifletteva noi stessi e l'evoluzione della società umana. Oggi, la visionaria produzione creata da Charlie Brooker, dopo 5 stagioni, ha paradossalmente perso il suo afflato rivoluzionario perché quel "futuro" ormai va sostanzialmente a identificarsi con il presente. Soprattutto se guardiamo a questo catastrofico 2020, scosso da una pandemia globale che ha messo in ginocchio il pianeta, ipotesi di complotto, una situazione politica in bilico (tra l'amministrazione Trump e le minacce di una guerra mondiale a inizio anno) e manifestazioni di piazza. E siamo soltanto a giugno. L'idea è perfettamente riassunta dalla curiosa pubblicità della sesta stagione di Black Mirror apparsa in Spagna.

La pubblicità di Black Mirror, Netflix non c'entra

La campagna di advertising, diventata virale sui social vede degli specchi posizionati alle fermate dei bus. "Black Mirror sesta stagione. Vivila ora, ovunque", recita il manifesto, che parla direttamente a noi che ci riflettiamo sul vetro. Noi stessi, dunque, siamo protagonisti di questa sesta annata, che in realtà non esiste: non si tratta infatti di una mossa promozionale per lanciare nuovi episodi, bensì di una semplice quanto geniale trovata pubblicitaria dell'agenzia Brother. Netflix, che ha trasmesso le ultime tre stagioni della serie, ha negato ogni coinvolgimento nella campagna.

Black Mirror 6 ci sarà?

Al momento, infatti, la produzione di Black Mirror è sospesa. Il creatore Charlie Brooker ha ammesso di essersi dovuto arrendere di fronte a una realtà troppo complessa e di non aver ancora scritto nuovi episodi: "Al momento, non so quanto la gente potrebbe sopportare storie di società al collasso. Quindi, non sto lavorando a nessuno episodio di Black Mirror". La quinta stagione veniva rilasciata esattamente un anno fa, ma sarà necessario attendere ancora parecchio per vedere altre puntate. Nel corso delle annate, questa serie antologica (dove ogni episodio costituisce una storia a sé) ha affrontato diversi argomenti, dai racconti più distopici, futuristici e angosciosi (pensiamo a "Orso Bianco", "Gli uomini e il fuoco" o "Metalhead") a quelli pericolosamente vicini al nostro presente che raccontano della dominazione dei social ("Caduta libera") o del mescolamento tra reale e virtuale/artificiale ("Torna da me", "Ricordi pericolosi"). Oggi, forse, il pubblico ha maggiormente bisogno di prodotti d'evasione che non di storie che riflettono l'oscura realtà che ci circonda.