Le notizie sono due: una buona, l'altra cattiva. La buona è questa: "Better Call Saul" è stato rinnovato per una sesta stagione. La cattiva è che sarà anche l'ultima. La serie prequel di "Breaking Bad" arriverà al termine, come confermato dall'incontro che AMC, il network che produce la serie con Bobo Odenkirk, ha tenuto ai Television Critics Association. Sarà una chiusura in crescendo, però: la stagione conclusiva sarà composta da 13 episodi, tre in più rispetto alle precedenti stagioni.

Le parole della produzione

L'annuncio è stato dato a poco più di un mese dall'esordio su Netflix della attesa quinta stagione, dopo due anni di stop. Peter Gould, che produce la serie con Vince Gilligan e Mark Johnson, ha commentato:

Il mio sogno era riuscire a raccontare la storia completa di questo nostro eroe, complesso e corrotto. Il prossimo mese inizieremo a lavorare alla sesta e ultima stagione e faremo del nostro meglio per chiudere perfettamente. Chiuderemo con 63 episodi, proprio quello che volevamo e speravamo.

La curiosità sul finale della serie è relativa alla sua dimensione temporale. Finirà quando inizia "Breaking Bad" o andrà oltre? Vince Gilligan ha risposto: "Magari faremo entrambe le cose". E che ne sarà del mondo di "Breaking Bad"? Dopo "El Camino", Vince Gilligan sta già pensando a progetti alternativi da far nascere in questo universo narrativo? Difficile, per adesso, a dirsi.

La quinta stagione su Netflix dal 25 febbraio

I primi due episodi della quinta stagione debutteranno negli Stati Uniti il 24 e il 25 febbraio su AMC. Sarà la stagione in cui Jimmy McGill deciderà di trasformarsi definitivamente in Saul Goodman. La quinta stagione nelle parole dei produttori sarà chiarificatrice verso la direzione che la serie prenderà: "Inizieremo a vedere dove vogliamo arrivare e niente sarà come potremmo aspettarci". Solo quando la quinta stagione sarà finita, promettono, "capirete dove andremo a parare". Non vediamo l'ora.