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17 Dicembre 2014
11:00

Benigni non è più quello di una volta. E meno male

Qual è la principale accusa rivolta a Benigni? Di non essere più l’eversivo di un tempo. Sì, vero, non è il saltimbanco dei debutti. Ma se il presunto regresso lo porta a fare cose come “I Dieci Comandamenti” in tv, sembra quasi una fortuna.
A cura di Andrea Parrella
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Il diritto al tweet non si vieta a nessuno e, se le cose simboliche sono importanti, le due serate di Benigni sono state, per la libertà del web, una meravigliosa dimostrazione di democrazia, tipo le primarie del Pd. La lotta si è combattuta su un campo di battaglia piuttosto avvezzo a scontri di questo tipo, il format di Benigni appunto, che da anni vede l'un contro l'altro due eserciti: Benigni genio o una gran noia?. Il primo schieramento contraddistinto dal vessillo del vile danaro, assetato di cifre milionarie, i 4 milioni di euro spesi dalla Rai da sventolare con insistenza qualunque sia l'argomentazione. L'altro è quello della devozione assoluta, cieca e incondizionata. Una lotta di trincea tra il Con quanto guadagna lui per una puntata ci pagano l'IMU migliaia di italiani e il Se spiegassero Dante a scuola così come lo spiega Benigni, sarebbe tutto diverso. Due informazioni false o comunque non verificate, la prima per motivi algebrici, la seconda per probabili conseguenze disciplinari.

Ma cosa viene contestato essenzialmente al comico? E' evidente che non si tratti di soli soldi. Più che criticato per ciò che è, il premio Oscar è biasimato per quanto non riesce ad essere, o meglio, a detta di molti, per quello che non sarebbe più: eversivo, rivoluzionario, rompipalle. E' come se la contestazione, non scendendo nel particolare, preferisse lambire lo specifico limitandosi a paragonare alla realtà la propria proiezione di Roberto Benigni. Come quando gli allenatori di calcio che hanno perso commentano, legittimamente, che se quella palla fosse entrata, staremmo parlando di un'altra partita. Ah se Benigni fosse il comico che era una volta! Se fosse come allora, quando perculava i cantautori al Premio Tenco cantando "Mi piace la moglie di Paolo Conte"! Se solo avesse il coraggio di George Carlin, il fenomenale comico americano più volte citato in questi giorni per il celebre, magnifico e indimenticabile monologo sui Dieci Comandamenti, postato da molti per deridere il presunto tono compassato e baciapile dell'oratore e comico toscano.

Il video di Carlin è fantastico, guardatelo se non lo avete fatto. Una volta fatto, dimenticatevi ogni confronto con Benigni: non c'entrano nulla l'un con l'altro ed utilizzare questi termini di paragone è più insulso e inappropriato di quanto lo siano delle battute su Berlusconi recitate proprio da Benigni, oggi (quelle sì condannabili). Siamo su Rai1 e Rai1 la fa chi la guarda. Vogliamo dirci che Benigni è cambiato? Non c'è l'ombra minima di dubbio. Non è più il saltimbanco che inscenava una paradossale reincarnazione di Dante durante una finta seduta spiritica a L'altra domenica, non più il giullare imprevedibile che toccava la Carrà come Pippo Baudo. E meno male, verrebbe da dire. Ha confezionato una doppia serata in cui ha parlato di fede alla sua maniera (qualcuno oserebbe definirla banale?); ha tenuto davanti alla tv dieci milioni di persone mediamente abituate ad approcciarsi a queste tematiche con il solo strumento delle agiografie dei santi delle fiction; ha parlato di sacre scritture per quattro ore senza accenni di iconoclastia, è vero, ma pur evitando di trasformarsi in chierichetto. Per giunta, non è venuto meno a quello spirito da cui muoveva i primi passi un film dissacrante, ma in senso riformista, quale ambiva ad essere Il Pap'occhio, anche questa opera stra citata allo scopo di dimostrare il regresso di eversione da cui sarebbe stato affetto Benigni. Insomma, per riconoscergli dei meriti dobbiamo davvero abbassarci a ribadire il concetto ovvio secondo cui, nel merito dei contenuti, "I Dieci Comandamenti" sia stato infinitamente meglio di tutto quanto Rai1 possa propinare in prima serata nel corso di un intero anno? L'abituale sport della discussione sui costi mastodontici possiamo (e dobbiamo) praticarlo, ma che sia una parte del tutto: è stata una bella cosa.

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