14 Aprile 2014
17:08

Basta “Gomorra”, il trailer della fiction Sky indigna Scampia

Il trailer di “Gomorra” torna a riaccendere le polemiche a Scampia: residenti stanchi di essere raccontati sempre e solo in un senso.

Due minuti ad alto contenuto di violenza. È questo il trailer di "Gomorra", la fiction Sky che andrà in onda su Sky Atlantic a partire dal prossimo 6 maggio come fiore all'occhiello del nuovo canale della pay-tv che vede, tra gli altri, anche la distribuzione di serie tv come "House of Cards", "Banshee", "Boardwalk Empire"  e "Il Trono di Spade". Tratta dall'omonimo romanzo di Roberto Saviano, la "Gomorra" in fiction è destinata, al pari del film, a mostrare il quartiere di Scampia come il luogo del male assoluto e ad un anno di distanza dalla protesta delle associazioni di quartiere, si inasprisce con più forza la polemica legata alla fiction.

Ciro Corona, il rappresentante di "Resistenza", cooperativa che lotta da anni sul territorio, ha stigmatizzato con forza prendendo le distante: "È una serie che mitizza il camorrista". Il trailer della fiction dura 2 minuti e 56 secondi, scanditi tutti da agguati ed intimidazioni, violenze ad opera di personaggi bruti e poi la recitazione, pesante, lapida: "Ci sono luoghi dove il male ha un nome antico come la Bibbia: Gomorra". Tutto questo ha risvegliato la rabbia dei cittadini che regalano un'immagine del loro quartiere anche peggiore di quanto non sia stato già fatto, raccontando il film.

Chiara Ciccarelli del centro Mammut di Scampia, riferisce ai colleghi di "La Repubblica":

Inevitabilmente  sono operazioni pericolose e ci saranno ripercussioni negative sul quartiere. I ragazzi con cui lavoriamo ogni giorno riproducono, infatti, gli atteggiamenti visti in fiction come Gomorra e in altre serie tv che trattano di mafia e camorra, che finiscono quindi col danneggiare il nostro impegno. Nel caso di prodotti di qualità, c'è la possibilità di veicolare i messaggi in maniera corretta ma il risultato finale rischia comunque di trasformarsi in un boomerang. Come educatrice mi dispiace che la fiction sia stata girata a Scampia, anche se capisco che l'arrivo di una troupe costituisca in ogni caso un'occasione economica e professionale per molti: alcuni ragazzi del Mammut, infatti, hanno partecipato alle riprese, avendo la possibilità di misurarsi con realtà professionali. Il problema di fondo è che c'è una deformazione generale nel sistema che ha quasi bisogno di calcare i mali delle periferie. Finché Scampia subirà la polarizzazione di bene e male non potrà uscire dallo stereotipo di periferia degradata controllata dalla camorra. Eppure il quartiere è pieno di risorse. A questo punto mi chiedo se il destino di Scampia non sia diventare una sorta di Cinecittà.

Nessuna replica, per adesso, da parte di Sky che per adesso si gode l'hype per l'attesa, generato non solo dalle polemiche ma anche da una capillare copertura sui suoi canali, tra speciali, interviste e approfondimenti realizzati ad hoc. A perdere per adesso, come sempre, restano i cittadini e residenti per bene ed a Scampia (nb: chi scrive, ci abita) sono davvero tanti, stanchi di essere raccontati sempre e solo in un senso, e che sia Sky, la Rai o una produzione indipendente a farlo, non ha mai avuto importanza.

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