Andrea Imperiali, presidente di Auditel, ha presentato oggi con una conferenza stampa a Milano nella sede della società di rilevazione, la nuova modalità di rilevazione degli ascolti dai device digitali. La rivoluzione è abbastanza semplice: i nuovi ascolti tv non si sommerrano ma si affiancheranno alla rivelazione classica. Il "Super Panel" composto da 16.100 famiglie pari a 41mila individui circa considererà gli ascolti tv anche su smartphone, pc, tablet, smart TV e console di gioco. I dati di ascolto "digitale" si esprimeranno in device connessi e non in individui. Saranno misurati anche gli ascolti della pubblicità. A partire dalle 18 di oggi verranno resi noti i primi dati.

Le parole di Andrea Imperiali

Nel corso della conferenza stampa, la prima in assoluto nella storia della società, Andrea Imperiali ha spiegato che "i dati relativi ai device digitali rilevati con il sistema censuario non sostituiscono né si sommano ma semplicemente si affiancano ai dati tradizionalmente raccolti con il sistema campionario". Alla base di entrambi c'è il SuperPanel composto da 16.1000 famiglie (41mila individui circa).

Quella presentata oggi è solo la prima release della nuova soluzione Auditel. Ci saranno ulteriori step già a settembre e, poi, a gennaio 2020, per arrivare, alla fne del percorso, al traguardo della ‘Total audience della TV’ ovvero l’integrazione degli ascolti della TV tradizionale con quelli dei device digitali, attraverso metriche univoche e omogenee, che verranno rese disponibili sia con standard digitali sia con i tradizionali standard televisivi.

Con il tradizionale sistema campionario, Auditel rileva gli ascolti di 191 editori. Con il nuovo sistema censuario rileverà, per ora, gli ascolti di 6 editori che, però, rappresentano l’86,5% del totale ascolto televisivo: sono DeAgostini, Discovery, La 7, Mediaset, RAI e Sky. Per adesso, non saranno rilevati gli ascolti tramite app, che stanno completamento la fase di certificazione. Pertanto, Auditel rileverà gli ascolti solo tramite desktop, mobile browser e smart TV.

Il web non è la tv

Andrea Imperiali ha sottolineato un aspetto fondamentale, una linea guida per leggere i dati "digitali": "A voi cui piace la logica di «vincitori e vinti» la principale avvertenza è che la lettura di questi dati è più articolata. La AMR-D è la metrica più vicina a quella della TV tradizionale, cui, allo stato è affiancabile ma non sommabile, perché basata sui device e non sugli individui. Altra avvertenza: il WEB non è la TV. Non esiste un totale internet. Non è possibile calcolare la share come siete abituati a fare". Le metriche per misurare gli ascolti sui device digitali sono queste: 1. AMR-D (Average Minute Rating-Device). Ascolto nel minuto medio dei device. Di fatto è identico all’AMR della TV tradizionale, ma, invece di misurare gli spettatori nel minuto medio, allo stato quantifica i device nel minuto medio; 2. LS (Legitimate Stream): misura il volume di stream erogati e visti per almeno 300 millisecondi (soglia tecnica per avere certezza dell’effettivo avvio dello stream) da ciascun device. Si calcola sia per la visione del contenuto lineare (live) che per la visione di quello on-demand (VOD);  3. TTS (Total Time Spent): è calcolato sommando tutti i secondi in cui ciascun device ha visualizzato contenuti editoriali e pubblicitari di un singolo canale; 4. ASD (Average Stream Duration): calcola la durata media di uno stream.