La serie tv tratta dal romanzo di Jay Asher, "13 Reason Why", è arrivata alla sua terza stagione e Netflix ha deciso di divulgare la notizia annunciando l'arrivo dell'attesissimo terzo capitolo con un'anticipazione senza precedenti. Sarà possibile vederla dal 23 agosto, come già si vociferava da tempo, senza avere una reale conferma, arrivata in queste ore dalla piattaforma streaming.

Il trailer con tanto di spoiler

Il trailer contiene dei dettagli forti che fanno comprendere già intorno a cosa ruoterà questa terza stagione. Un omicidio, un'altra morte, quella di Bryce Walker, colui che nella prima stagione aveva violentato Hannah Baker, la ragazza che si era tolta la vita in una scena piuttosto toccante, recentemente eliminata dai produttori di Tredici (per dirla all'italiana) e dall'autore.

"Chi ha ucciso Bryce Walker?" è questa la domanda con cui si concludono i pochi minuti di video che introducono il terzo capitolo della serie. Un crimine è stato commesso e i ragazzi della Liberty High hanno un altro segreto da dover condividere, altro sangue da dover nascondere. Un trailer vorticoso in cui dalla scena del crimine si passano in rassegna i possibili sospettati, tra cui compaiono i volti dei principali protagonisti, i ragazzi che si trovano a dover coprire un affare più grande di loro, riuniti attorno alla bara del giovane assassinato. Stavolta, quindi, non sono solo le problematiche "esistenziali" quelle che attanagliano l'animo dei giovani protagonisti, ma è qualcosa che proviene dall'esterno, qualcosa di cui non ci resta che seguire le tracce, per scoprire dove ci porteranno questi impavidi adolescenti americani.

Una serie dalle molte polemiche

Dal 2017, anno in cui la serie è comparsa sui nostri schermi, "13 Reason Why" ha suscitato reazioni contrastanti. Se da un lato possiamo riscontrare un successo di pubblico immediato, dall'altro la scelta di affrontare in una serie volta all'intrattenimento, delle tematiche delicate come il bullismo, la violenza di gruppo, la distorsione della comunicazione, in una fascia d'età così sensibile e suscettibile come quella adolescenziale, ha generato nel tempo qualche perplessità, senza inficiare la forza produttiva di questa serie che, senza dubbio, ha catalizzato l'attenzione di una grande fetta di pubblico. La morte associata a dei protagonisti così giovani, lascia sempre qualche domanda sospesa su quale sia la modalità più giusta per affrontare un argomento così delicato, ma stavolta la trama si infittisce e si colora di quel "giallo" che rende il racconto ancor più intricato e accattivante.