Nella prima serata di venerdì 24 aprile andrà in onda in prima visione su Rai1 il docufilm "Pavarotti" diretto da Ron Howard. Si tratta di un vero e proprio omaggio che il regista americano ha voluto dedicare ad una delle voci più amate del canto italiano, quella di Luciano Pavarotti, un artista che ha dedicato la sua vita alla musica, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, non solo per il suo talento, ma anche per la sua persona, il suo essere generoso, altruista non soltanto nel lavoro ma anche nel modo di affrontare la vita stessa.

Una vita a cui ispirarsi

Quello di Ron Howard è un ritratto ammirato e sincero di un personaggio che ha scritto la storia del bel canto in tutto il mondo, dilettandosi anche a nuove connessioni come quelle della musica pop a cui, soprattutto negli ultimi anni, il più grande tenore di tutti i tempi, Luciano Pavarotti, si è dedicato con molto spirito ed allegria. Un documentario che per la prima volta andrà in onda su Rai1, in prima serata, che racchiude non solo la brillante carriera, l'ascesa verso il successo, ma anche le testimonianze della famiglia, filmati inediti che ne raccontino l'essenza e l'umanità, oltre che la propensione alla simpatia, allo scherzo che ne hanno fatto un artista mai sopra le righe, sebbene potesse permetterselo. Il film è stato proiettato nelle sale per soli tre giorni, lo scorso ottobre, presentato alla Festa del Cinema di Roma. In un'intervista rilasciata a Fabio Fazio, proprio in quei giorni, il regista parlò del suo film in questi termini:

Facendo la ricerca per il film, ho scoperto che la vita di Pavarotti era una vita a cui tutti potevano ispirarsi. Una personalità che ispira tutti, esplorando la sua vita si riesce a dare persone che non capiscono  bene l'opera la possibilità di capire cosa ci vuole a essere un grande interprete come lui. Ho scoperto l'opera, ho acuto la possibilità di capirla. Come regista ho visto la sua grande forza, come riusciva a esprimere i suoi sentimenti attraverso l'opera e portarli al pubblico.

La grande personalità di Luciano Pavarotti

Il titolo per intero del documentario è "Pavarotti: Genius is forever" e in effetti è proprio questo il concetto principale dell'opera di Ron Howard che desidera mettere in luce le qualità d un uomo conosciuto per il suo talento, per la sua passione musicale, la sua filantropia, ma anche per la sua determinazione, come il regista raccontò in un'intervista a Variety lo scorso giugno: "Il suo è un nome familiare, ma c’erano così tanti elementi della sua vita che nessuno di noi sapeva e il progetto si è rivelato piuttosto difficile da realizzare. Quello che mi ha sorpreso di più sono state la sua pura gioia e il lato anticonformista della sua vita privata e professionale. Spesso sapeva che sarebbe stato criticato, eppure ha sempre scelto di andare avanti e impegnarsi in tutto quello in cui credeva".

Il ricordo di chi lo ha amato

Il tenore modenese, scomparso nel 2007, all'età di 72 anni, lasciando per sempre la sua seconda moglie, Nicoletta Mantovani, che lo ha reso padre per la quarta volta della piccola Alice che ora ha 17 anni, viene raccontato non solo attraverso le immagini in cui è ritratto accanto ai grandi nomi della musica mondiale, come Bono Vox, Liza Minelli, Mariah Carrey, Stevie Wonder solo per citarne alcuni, ma anche ricordando alcuni eventi memorabili. Non è possibile dimenticare, ad esempio, l'esibizione ai mondiali di calcio insieme a Placido Domingo e Josè Carreras nel "Nessun dorma", un trio il cui disco è ancora tra gli album più venduti del mondo. Ma anche i suoi eventi, notissimi, come i "Pavarotti and Friends", un tripudio di musica, talento e sincera amicizia insieme per una causa più alta, come il bene degli altri. Luciano Pavarotti sarà sempre "Big", come molti erano solito chiamarlo, e questo documentario ne è la commovente dimostrazione.