Dopo il successo al Festival di Sanremo con la canzone "Mi sento bene", Arisa è ospite della puntata odierna di "Verissimo". Nel salotto di Silvia Toffanin, Arisa apre il suo lato più privato, parla dei suoi genitori, del suo grande rapporto con il padre e della sua intimità. Si parla anche dell'ultima sera, quella in cui ha stonato: "Avevo la febbre e se potevo non ci sarei proprio andata l'ultima sera a cantare. Avevo la febbre a 39".

La reazione dopo la febbre

Arisa, nell'ultima serata del Festival di Sanremo è entrata sul palco con la febbre a 39. Nel rivedersi a "Verissimo", ha così commentato: "Che vergogna, perché faccio la cantante e la voce non deve andarmi via. Io però sono contenta dell'amore del pubblico, di come ha reagito. Sono sconcertata dall'amore che mi dà il pubblico, l'amore che ho è molto più grande di quanto meriti". 

Sulla vittoria di Mahmood

Sulle polemiche che hanno chiuso il Festival di Sanremo 2019, Arisa si è detta contenta della vittoria di Mahmood e inoltre ha difeso il sistema del televoto: "C'è stata democrazia, più di quanto si pensi". 

Mahmood? È una canzone vera e nuova, che rispecchia quello che succede nel mondo in questo momento. E io sono felice per lui e gli auguro solo il meglio. Televoto? Si può dividere in tre parti, come è già adesso. E va bene così. Bisogna dare spazio a tutte le parti, democrazia, quindi. C'è stata democrazia in questo Festival, più di quanto si pensi.

Il rapporto con i genitori

Si parla di famiglia. Arisa ha un grande rapporto con i genitori, ma lascia intendere di avere maggiore sintonia con suo padre: "Anche se quando chiamo a telefono chiedo sempre prima di mamma". 

I miei genitori sono bellissimi, li amiamo tanto. Noi siamo fortunate per questo. E mio padre non appare quasi mai, appare sempre mia madre. E anche io quando telefono a casa, chiedo sempre prima di mamma perché lei dice che con papà siamo come una associazione a delinquere. Allora io, per mantenere gli equilibri, chiedo prima di mamma.

L'infanzia di Arisa

Arisa parla della sua infanzia, "una infanzia bellissima". Spiega che il concetto di felicità è direttamente riconducibile ai giorni in cui era una bambina e viveva con i suoi genitori, perché quella era una felicità certa, una felicità semplice.

Ho avuto una infanzia super, una infanzia bellissima. Chi ha la fortuna di nascere e crescere nel bello, lo sa anche riconoscere. Questa è una fortuna delle tante che ho avuto, perché sono cresciuta in Basilicata e nei pressi di casa mia c'è solo campagna. Una campagna fatta di estate e di sole, di neve e di inverno. Tanta cucina buona, tante coccole. Sono stata benissimo. Quando attraversiamo periodi difficili nella vita, è bene ricordarsi della felicità che provavamo da bambini e anche capire cosa ci dava felicità, perché era una felicità semplice. La certezza di valere veramente qualcosa per qualcuno è il massimo, quando sei piccolo lo sai che i tuoi ti vogliono bene. Questa è la felicità certa e semplice.

Arisa pazza di Michael Jackson

Si parla anche degli ascolti di Arisa e dei suoi idoli. Da ragazzina, era pazza di Michael Jackson, una fan sfegatata. Uno dei lati negativi della Basilicata, dice scherzando, era riferito proprio al fatto che il tour di Michael Jackson dalle parti di casa sua non arrivava mai.

Ero matta per Michael Jackson, mi strappavo i capelli. Ero gelosissima. Se vedevo che faceva salire sul palco qualche ragazza, io morivo d'infarto di gelosia. Uno dei motivi per i quali ho sognato di andare via dalla mia terra, era per Michael Jackson. Perché non arrivava mai Michael Jackson o non arrivava mai Madonna. Mi sarebbe piaciuto avere la possibilità di incontrare questi artisti incredibili. Anche se adesso sto a Milano però mica li incontro, pure perché lui è morto…

Il lavoro di cameriera notturna

Si parla anche dei lavori che ha fatto in passato, prima di diventare una cantante famosa: estetista, commessa e cameriera notturna. Soprattutto la cameriera notturna nel trasgressivo LoolaPaloosa di Milano, è stato il lavoro che ha più colpito Arisa.

I lavori che ho fatto? Mi sono piaciuti tutti, per me ogni cosa ha avuto il suo perché. Forse il momento che mi ha aperto la vita è stata quella di cameriera notturna al LoolaPaloosa, che mi ha aperto un po' di orizzonti. C'era un menage abbastanza libero, era molto free. Quindi mi ha aperto gli orizzonti. Hai capito che voglio dire? Gli altri si divertivano e io rimanevo imbambolata.

L'esordio al Festival di Sanremo

L'esordio al Festival di Sanremo con il brano "Sincerità", che le ha aperto le porte del successo, è stato un caso. Così racconta Arisa, che rivela che con Giuseppe Anastasi si erano presentati insieme con due brani diversi, per dare una doppia opportunità anche alle qualità di autore di lui, tuttora autore delle principali canzoni di Arisa. Qui, si rivela il lato più semplice e genuino di Arisa, che confessa che si sarebbe vista bene anche in una vita più semplice rispetto a quella della cantante.

Noi eravamo andati per lui, per Giuseppe Anastasi. Avevamo scelto di partecipare entrambi per avere una possibilità in più, perché lui era anche autore. E alla fine mi hanno preso, hanno preso me e non lui. Quando mi hanno selezionato, ci sono rimasta male e non volevo salire su quel palco e lui mi diceva in siciliano: ‘Ma sì cretina? Vuoi tornare a fare l'estetista?". Ma io mi vedevo bene anche così, con un lavoro di estetista, magari moglie di qualcuno con figli. Io abbandonerei per amore il lavoro, certo.