Antonella Leardi è l'ospite del giorno a "Domenica In". È la mamma di Ciro Esposito, il tifoso del Napoli ucciso da Daniele De Santis, ultrà romanista condannato a 16 anni di reclusione, nel giorno della finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli, il 3 maggio 2014. L'intervista parte già con grandi emozioni, con la signora Antonella, oggi un simbolo della lotta alla violenza fuori e dentro gli stadi, che piange durante il video che riepiloga la morte di suo figlio Ciro: "Il mio cuore è libero di odio. Cerco di non pensare alla persona che ha ucciso mio figlio, e se qualche volta mi capita di pensare a questa persona, io prego per questa persona". 

Le parole di Antonella Leardi

La madre di Ciro Esposito racconta aneddoti anche divertenti della passione di suo figlio. In una delle trasferte, quella di Marsiglia, Antonella Leardi fece più di sette casatielli, il rustico tipico napoletano, da dividere con i suoi amici, tifosi onesti come lui: "Le uniche armi di mio figlio erano quelle, i casatielli". 

Quando ho avuto la notizia, ho urlato così tanto che le mie corde vocali sono rimaste lesionate. […] Non so dirti con precisione i tempi, perché in quei momenti sembravano interminabili. Arrivai alle prime ore del mattino del giorno dopo a Roma, non sapevo che Ciro fosse il ragazzo ferito grave.

Il racconto della degenza

Ciro Esposito è morto al policlinico Gemelli dopo un’agonia di 53 giorni. Antonella Leardi racconta una parte di quei 53 giorni, giorni che l'hanno riunita a Ciro, in un rapporto che quasi l'ha riportata a quando il figlio era un bambino.

Ci siamo detti amore nei giorni in cui è rimasto sveglio. Lui era cosciente. Ci siamo detti tante di quelle cose con gli occhi in quei giorni, perché poi i figli sfuggono, prendono la loro strada. Ciro era un uomo, non più un ragazzo. In quei giorni, ci siamo amati come quando lui era piccolo. Io ero sicura che Ciro ce l'avesse fatta. Non ho mai pensato minimamente che Ciro potesse andare via. Loro mi dicevano che era grave, tutti i giorni me lo dicevano.

Antonella Leardi è un simbolo di civiltà. Il suo modo di vivere, dopo la morte di suo figlio Ciro, serva da esempio per tutti. È una lezione di grande umanità e umiltà. Per tutti. In tempi come questi, non è poco.