Antonella Clerici sarà una delle donne che affiancheranno Amadeus al Festival di Sanremo 2020, nella serata di venerdì 5 febbraio. Una bella soddisfazione per la conduttrice messa temporaneamente "in panchina" dalla Rai, che ha l'occasione di tornare sul palco dell'Ariston che già la vide protagonista al Festival 2010, oltre che a Sanremo Young e a Ti lascio una canzone. Intervistata dal Corriere della Sera, la Clerici è decisamente dalla parte di Amadeus, travolto da accuse di sessismo in merito alle dichiarazioni su Francesca Sofia Novello ("Ha la capacità di stare un passo indietro" rispetto al compagno Valentino Rossi), che la stessa Novello ha difeso.

Prima di tutto dico che dovremmo abbassare i toni e cercare di essere tutti al fianco degli altri, senza pensare sempre a chi è avanti e a chi è indietro, questo in generale. Amadeus, dopo due ore di conferenza, sarà stato pure stanco e ha sbagliato dei termini, si è un po’ incartato ma sinceramente tutto quello che ne è nato mi ha fatto dispiacere per lui e per noi donne: non possiamo mettere tutto dentro un unico calderone. Bisogna fare dei distinguo perché le battaglie abbiano davvero valore. Non si può fare di tutta l’erba un fascio: va bene il #MeToo, ma stiamo andando troppo oltre. Sulle giuste battaglie bisogna massacrare, ma non si può essere così barricaderi e aggressivi anche di fronte a una semplice parola sbagliata. Un po’ di ironia… di questo passo inibiremo anche uomini di qualità che magari vogliono solo farci un complimento.

Quella di Amadeus ‘un'uscita infelice'

Antonella Clerici è certa che le parole di Amadeus siano state fraintese: "Se io vedo Carlo Conti e gli dico: come sei bello, stai bene così abbronzato, non posso credere che qualcuno creda che abbia delle mire sul mio amico. Amadeus voleva fare un complimento alle donne che aveva scelto parlando della loro bellezza, un po’ come il kalòs kagathòs dei greci, bella e brava. Forse lo avrei fatto anche io al suo posto. E se non lo avessi fatto avrebbero detto che ero invidiosa… ma tanto io avrei scelto dieci uomini". Le reazioni esagerate, a suo dire, sarebbero controproducenti nel cercare di ottenere davvero una maggiore equità tra uomo e donna:

Se si scatta per tutto, se si taglia il capello in quattro per ogni cosa, perdono valore le giuste battaglie. Diventa un “al lupo, al lupo”. E quindi se capita un’uscita infelice, dopo un po’ anche basta. Senza contare poi che ci sono donne che hanno scavalcato le altre puntando su chi aveva secondi fini: quante ne ho viste? E sono stata anche io una bella donna, ma quando mi è stato fatto capire che il discorso virava in un certo modo dal potente di turno, io me ne andavo.

Antonella Clerici su Junior Cally

La conduttrice ha anche risposto in merito all'altro caso scomodo di questo Sanremo: l'inserimento tra i Big di Junior Cally, accusato di aver scritto un testo sessista nel 2017: "Cosa accadrebbe oggi di fronte a una canzone che dice: Chi non lavora non fa l’amore, questo mi ha detto ieri mia moglie. Ho anche proposto di rifarla a Sanremo, ma mi hanno detto che nella sera del venerdì ci sono già troppe canzoni… Ripeto: diamoci tutti una calmata e usiamo un po’ più di ironia".

Il ricordo del suo Festival di Sanremo

E dire che la stessa Clerici non ebbe vita facile a Sanremo: "Era proprio dieci anni fa, il 60esimo. Ero completamente sola: quando chiedevo a qualcuno di affiancarmi ricevevo solo dei no. Non ci credeva nessuno. Arrivava dopo i numeri del Sanremo di Bonolis e si pensava che il mio sarebbe stato un Festival di passaggio. Ci ho messo tutta me stessa ed è stato un successo". Il suo ritorno all’Ariston sarà all'insegna del divertimento, senza ansie: "Vado serena, non ho responsabilità… Amadeus mi ha chiamata prima di Natale e lo spirito era chiaro: far parte degli amici che andavano a dargli una mano. Non ho voluto sapere nulla: lo scopo era divertirsi e ho detto sì".

Pace fatta tra la Clerici e la Rai

Impossibile non pensare che Sanremo arriva come una gratificazione dopo un periodo delicato che ha visto la Clerici messa da parte, seppur momentaneamente, dalla Rai. Dopo l'addio a La prova del cuoco, lei stessa ammette di essersi sentita "decisamente in panchina": "Questo stacco, dopo 18 anni di lavoro sfrenato, mi ha permesso di coltivare il mio rapporto con la gente ancora di più: ho realizzato che essere famosi non significa necessariamente essere amati. Ecco, io l’amore del mio pubblico lo sento fortissimo… famoso può esserlo anche un serial killer". Ora, ha fatto pace con la Rai e ha intenzione di restare nell'azienda pubblica, malgrado le offerte delle altre reti:

No, è una questione risolta ora. Dopo Pasqua ci vedremo con il direttore di Rai1 Coletta per capire: il mio contratto scade a giugno e non ho mai ricevuto così tante offerte come nell’ultimo anno. Ma la mia priorità resta la Rai: capiremo insieme cosa è meglio per me e per l’azienda. Davvero, non ho più nessuna smania: se anche tutto finisse domani, direi va bene così.