Alcuni anni fa, precisamente nel 2013, Fabio Volo conduceva un programma su Rai3, Volo in diretta. Esperienza che si interruppe bruscamente quando la direzione di rete decise di cambiare, affidando quello spazio a Diego Bianchi, aka Zoro, e la sua squadra di lavoro, dando i natali a Gazebo che sarebbe poi diventato Propaganda Live dopo il passaggio su La7.

Le ragioni di quel cambio le ha rese note l'allora direttore di Rai3, Andrea Vianello, che con un tweet ha risposto a un'intervista rilasciata da Fabio Volo al quotidiano Libero, in cui il conduttore e speaker radiofonico afferma di non aver capito le ragioni dello stop: "Dà fastidio proprio il fatto che io venda sempre oltre 1 milione di copie. Per questo tutti mi aspettano al varco. Quando feci il programma su Rai Tre, scrissero che fu un flop. Mi sostituirono con Gazebo che faceva meno ascolti, ma nessuno ha più detto niente". 

La risposta di Andrea Vianello a Fabio Volo

Ecco quindi che Vianello ha rivendicato quella scelta: "In questa intervista a Libero di oggi, Fabio Volo si stupisce ancora oggi che il suo programma su Raitre venne sostituito da Gazebo senza motivo. Ammetto, sono io il colpevole. Ho puntato su Zoro, Makkox e company, e ne sono orgoglioso. Mi sa che era un buon motivo. Eh, sì".

Fabio Volo: "Fiorello numero uno, ma VivaRaiPlay non è innovativo"

Tra le altre cose Fabio Volo ha anche detto la sua sul nuovo esperimento di Fiorello, VivaRaiPlay, partito da una settimana come progetto destinato a rivoluzionare la Rai. Volo riconosce a Fiorello il talento indiscutibile, ma specifica di non concordare con l'idea che quello dello showman siciliano sia un programma rivoluzionario: "Fiorello fa Fiorello, è il numero uno a cantare, ballare, imitare e a improvvisare, ma la grammatica è quella di Noschese: il suo linguaggio non è innovativo".