Andrea Vianello ha raccontato il periodo drammatico che ha vissuto nell'ultimo anno nel suo libro autobiografico “Ogni parola che sapevo". Il giornalista, ex direttore di Rai3, è stato vittima di un ictus il 2 febbraio 2019, che lo ha costretto a un ricovero e un'operazione d'urgenza e che per un periodo lo ha privato dell'uso della parola. Ictus che, forse, potrebbe essere legato in qualche modo a una seduta di manipolazione al collo cui si era sottoposto poco tempo prima. Alla presentazione del suo libro a Roma, lo stesso Vianello ha messo in guardia da questo rischio, di cui poche persone sono informate.

L'ictus di Vianello collegata alla manipolazione cervicale?

Alla presentazione il giornalista ha ripercorso le tappe della malattia e della lunga riabilitazione e ne ha approfittato per lanciare un appello a non sottovalutare le manipolazioni al collo fatte da osteopati e chiropratici, che potrebbero essere connesse a casi di ischemia cerebrale. "Io ne avevo fatta una poco prima che avessi l'ictus", ha spiegato Vianello, "non avevo colesterolo e non c'era altro motivo perché mi colpisse, se non un problema meccanico, anche se non ci sono certezze. Non ci sono numeri su questo, ma c'è l'esperienza dei neurologi, dicono che può succedere ed è una cosa che pochi sanno". Effettivamente, i medici informano che un trauma che interessi il collo e la colonna vertebrale cervicale può creare difficoltà alla circolazione del sangue e quindi alla irrorazione del cervello, con conseguenze gravi anche su pazienti giovani. La supposta pericolosità della manipolazione cervicale è attualmente al centro di alcuni studi.

L'ictus e la perdita della parola

Per Vianello l'ultimo anno è stato un incubo. Dopo l'operazione, scoprire di non riuscire a parlare è stato terribile: “Le parole erano lì ma non riuscivo a farle uscire e sbagliavo anche le poche che dicevo. Non sapevo dire il nome di mia moglie”, ha raccontato su Oggi, spiegando di aver rifiutato inizialmente di vedere i figli: "Pensavo che la mia identità violata potesse fargli male. Era come mostrarmi spezzato. Poi ho capito di aver sbagliato. Quando li ho rivisti, ho capito che non farmi vedere aveva ingigantito le loro paure. E mi sono sentito in colpa". Vianello è riuscito fortunatamente a recuperare la proprietà di linguaggio e a gennaio è tornato in televisione, ospite di Massimo Gramellini. Ha definito la sua esperienza "devastante", una "bomba" da cui ne è uscito anche grazie alla scelta di raccontarla giorno per giorno nel suo libro.