Andrea Montovoli è uscito da pochi giorni dalla casa del Grande Fratello Vip, scegliendo di ritirarsi dopo aver vissuto un'esperienza che gli ha permesso di liberarsi da un ricordo che lo ha inseguito per anni, la vicenda dell'arresto da giovanissimo, dovuto ai problemi con la droga, di cui ha deciso di parlare per la prima volta in casa. In una lunga intervista a Verissimo Montovoli ha ricostruito la sua esperienza: "Mi sono ritirato ma in realtà ho vinto il mio Grande Fratello […] Ho rielaborato situazioni che sono venute a galla, come questo pentolone di 17 anni fa, quando ho vissuto questa situazione di reclusione".

La morte del padre quando Montovoli era ancora un bambino

I ricordi di Andrea Montovoli tornano all'infanzia e alla scomparsa improvvisa di suo padre, quando lui aveva soli 12 anni: "Successe tutto in una notte, mentre dormiva, abbiamo provato a svegliarlo, ma era praticamente entrato in coma nel sonno. Un aneurisma cerebrale, forse oggi si sarebbe salvato, ma al tempo è rimasto per un mese in coma e poi ci ha lasciato". La morte di suo padre è stata un bivio determinante per la sua vita:

Dopo mi sono rimboccato le maniche, sono diventato l'uomo di casa e ho portato avanti la vita. Ho smesso di giocare a calcio perché non era più come prima, perché a quell'età quando sei in campo e segni un gol cerchi qualcuno sugli spalti che esulti per te. Quando smetti a quell'età è facile che ti perdi, può succedere. E io mi son perso.

I problemi con la droga e il carcere

Le difficoltà hanno travolto la sua famiglia e la sua vita, col risultato di portarlo su una cattiva strada: "Sentivo che a casa c'era tanto bisogno di me, anche economicamente dare una mano era una cosa importante. A quell'età è un attimo che entri in quegli imbuti in cui, per fare soldi facili, ti ritrovi in una situazione più brutta di te. Una storia di droga, una cazzata che ho intenzione di raccontare, perché ad oggi noi persone dello spettacolo possiamo il buono e il cattivo esempio. Se in questa storia posso essere da esempio, ho intenzione di provarci". 

L'arresto è stato poi seguito dalla detenzione: "È durata sei mesi, poi c'è stata la comunità. È una storia che voglio raccontare scrivendola, perché possa essere da esempio". L'esperienza gli è servita per la sua vita: "Oggi l'Andrea che si guarda allo specchio sorride, perché grazie a quell'errore sono diventato attore […] Essere libero è uno stato che ogni persona, ogni essere umano dovrebbe avere".