Il popolo sovrano è in fuga da "Popolo Sovrano". Che flop il talk politico di Rai2 condotto da Alessandro Sortino che, per usare lessico calcistico, non è ancora mai entrato veramente in partita nel suo nuovo ruolo di conduttore. Impacciato, poco sereno, quasi ansiogeno. Il momento migliore è quando si passa al tavolo con Eva Giovannini e lui non c'è. La trasmissione arranca tanto che è stata bocciata nettamente dagli spettatori, questi gli ascolti tv di ieri, giovedì 21 febbraio 2019: il 2.8% di share e solo 570.000 contatti netti. E se il dato, a voler essere ottimisti, migliora lievemente l'esordio della prima puntata della scorsa settimana, 521.000 contatti e il 2.66%, quello di ieri ha rappresentato il peggior risultato tra le sette reti principali in chiaro.

È un flop per la seconda rete del servizio pubblico, un'altra sconfitta da incassare per Carlo Freccero che non starebbe vivendo giorni sereni dato il clamore per la questione "The Voice of Italy", con l'ad Fabrizio Salini che ha imposto il veto sulla presenza di Sfera Ebbasta dopo la strage di Corinaldo. Il format non vuole saperne e, senza il lasciapassare per il controverso trapper, potrebbe saltare tutto. In questo scenario, il giudizio severo del "popolo sovrano" sul nuovo talk di Alessandro Sortino è l'ennesima mazzata per la gestione di Freccero, partita con le migliori intenzioni migliorative e rivoluzionarie, coraggiose e spavalde (vedi "Ultimo tango a Parigi" in prima serata), adesso rischia di capitolare su una scelta tutta sua. Quella di sostituire il meraviglioso "Nemo" con un talk che nessuno guarda.

"Popolo Sovrano" ha infatti preso il posto del programma di Enrico Lucci, tra l'altro ideato e scritto proprio da Alessandro Sortino, che invece è passato con "Realiti Sciò" al lunedì sera (e che, diciamola tutta, meriterebbe collocazione migliore). "Popolo Sovrano" è in fin dei conti un surrogato di Nemo che, diversamente dal suo predecessore, si prende sul serio. E sbaglia. Fa male anche l'approfondimento che dovrebbe fare da traino al talk, parliamo di "Tg2 Post" che, con il ministro dell'Interno Matteo Salvini a fare da ospite, non va oltre il 3.6% di share, doppiato da "Otto e mezzo" di La7. All'orizzonte, dati i palinsesti primaverili, non si scorge nulla di buono tra il casotto di The Voice e il ritorno di Made in Sud con il "sovranista" Biagio Izzo. Una prece per Rai2.