La notizia corre veloce, anche perché è di quelle che fanno comodo. TimVision, Infinity e Amazon Prime Video gratis per un periodo limitato, da 30 giorni a due mesi, per far fronte all'emergenza Coronavirus. Un'offerta che sembra imperdibile, vero? Ma in realtà non è niente di diverso che non la solita offerta d'ingresso tipica degli operatori di contenuti on demand. Soltanto Infinity l'ha raddoppiata, aggiungendo un mese in più di prova, ma tutte costringono l'utente a inserire preventivamente dati sensibili e modalità di pagamento (gli estremi della carta di credito, ad esempio). E allora, la domanda sorge spontanea: di quale solidarietà digitale si tratta?

"Solidarietà digitale" è l'iniziativa promossa dal ministro per l'innovazione tecnologia e la digitalizzazione. Una serie di servizi messi a disposizione della comunità italiana in modo assolutamente gratuito. Però, attenzione. Un esempio? Già Amazon Prime Video ha fatto un mezzo passo indietro. Un pasticciaccio sul fronte della comunicazione. Quando la zona rossa era limitata ad alcuni comuni della Lombardia, aveva dato disponibilità alla ‘Solidarietà digitale', ma quando il giorno dopo Giuseppe Conte ha annunciato misure stringenti per tutta l'Italia, ecco che puff, lo streaming video del colosso di Jeff Bezos è sparito dalle offerte.

Ecco allora che, in giornate così tese e dure per tutta la cittadinanza, il consumatore forse farebbe bene a fare maggiore attenzione, considerato che l'offerta partirebbe in automatico una volta terminato il periodo cosiddetto di prova. E, scusate la ripetizione, è proprio in giornate così tese che forse la ‘solidarietà digitale' di determinati operatori si dovrebbe palesare in modalità di accesso completamente differenti da quelle che sono le solite sottoscrizioni di abbonamenti rinnovabili in automatico.