Altered Carbon 2, dal 27 febbraio 2020 in esclusiva su Netflix, è una stagione che supera le aspettative e certamente migliora quanto già visto di buono dopo la prima stagione. C'è ancora Takeshi Kovacs protagonista ma, come l'universo narrativo della serie ci ha insegnato, è in una nuova custodia. Giustificato quindi l'utilizzo del nuovo interprete, da Joel Kinnaman a Anthony Mackie, alla sua seconda presenza su Netflix dopo "Black Mirror". Confermato dalla prima stagione il personaggio ispirato a Edgar Allan Poe, l'intelligenza artificiale proprietaria del "The Raven Hotel". Sin dalle primissime battute della seconda stagione, si capisce la serie dove vuole andare a parare. Scazzottate in salsa cyberpunk, spettacolari, con dialoghi taglienti e attori di primissimo piano.

La trama di Altered Carbon 2

Siamo trent'anni dopo il caso Bankroft, risolto dallo Spedi Takeshi Kovacs nella custodia di Elias Ryker, agente di polizia di Bay City dal passato oscuro. Lo ritroviamo impegnato nella sua secolare ricerca del suo amore perduto Quellcrist Falconer (Renée Elise Goldsberry). Takeshi Kovacs si ritrova così reclutato sul suo pianeta d'origine, Harlan, per indagare su una serie di omicidi. Nel corso degli 8 episodi continueremo a scoprire di più sulla sua storia, attraverso i flashback del "vero" Takeshi Kovacs, interpretato anche nella seconda stagione da Will Yun Lee.

La recensione di Altered Carbon 2

Dopo il freddo e tormentato Kovacs di Joel Kinnaman, Anthony Mackie restituisce al protagonista nato dalla penna di Richard K. Morgan, una rabbia autentica e per certi versi romantica. Sarebbe ingeneroso dire che la seconda stagione sia migliore della prima, è più giusto considerarla come l'ideale upgrade, il migliore possibile. Ma, ancora una volta, la filosofia di fondo che poggia su questo carosello di adrenalina cyberpunk è sempre la stessa: dove può spingersi l'uomo in nome del progresso? Di quali crimini sarà in grado di macchiarsi? Per gli amanti del genere non è assolutamente poco.