F.I.G.A. sta per Forza Italia, Grande Amore. Sarebbe questo il nome del movimento partitico fondato da Alessandro Andreini per il compito che il professor Maggi (qui la nostra intervista) ha dato alla classe: una lezione di educazione civica legate alle elezioni del 1992. C'è stata della genialità, non c'è dubbio, nella trovata dell'allievo Andreini, figlia di quella incoscienza e di quella scaltrezza, di quella faccia da bronzo che solo un adolescente può mettere su. Troppa genialità. Perché per la sua bravata, alla fine Andreini è stato espulso.

Perché è stato espulso Alessandro Ardeini

Alessandro Andreini non è stato espulso per aver fondato un fittizio movimento politico con il nome di F.I.G.A., ma per aver insultato il professore. L'invito alla classe, l'esercizio, era quello di presentare un volantino elettorale con il nome del partito, lo slogan e il logo del partito. Nel leggere il nome del partito, il prof. Maggi vuole far notare quella che è una legge che non permetterebbe l'iscrizione del partito: "La giunta per le elezioni non permetterebbe la presentazione di questo partito. Non può essere votato". A quel punto, Alessandro Andreini sale di tono: "Lei è razzista, discrimina il mio slogan perché ho usato una parola non italiana". Il prof. Maggi ribatte: "È un nome che non può essere ammesso perché se una legge che vieta le parole volgari nei partiti. È un acronimo, ma è chiaro che allude". 

L'insulto al professor Maggi

"Lei è un pervertito". È stato questo l'insulto che è costato ad Alessandro Andreini il posto nel Collegio: "C'è in gioco il rispetto per me e per questo Collegio. Intanto se ne vada fuori da questa classe. Pensavo di avere a che fare con persone con un quoziente collettivo superiore a questo cassetto. Il signor Ardeini è il vostro rappresentante di classe, vi sentite rappresentati da lui?". Finirà male. Non solo per Alessandro Ardeini, ma anche per Ylenia Grambone, che dopo aver difeso il compagno ha dato addosso al professore.

Il Collegio si conferma una grande opportunità di capire il mondo giovanile e riprendere delle consuetudini e dei valori che nella scuola di oggi si sono un po' persi. Guardando Alessandro Andreini e Ylenia Grambone, da una distanza anagrafica che sulla carta può sembrare abissale, si riconoscono certi "virtuosismi" e certe intemperanze degli anni più belli della nostra esistenza. Giusta, da questo punto vista, la loro espulsione.