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Aldo Grasso: tv morbosa sull’omicidio di Melania Rea

Il critico televisivo Aldo Grasso si è espresso duramente sull’attenzione mediatica sollevata dal caso legato all’omicidio di Melania Rea, la donna trovata uccisa a Ripe di Civitella lo scorso 20 aprile. Grasso ha definito morbosa l’attenzione riservata dalla maggioranza dei programmi tv al caso.
A cura di Stefania Rocco
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Melania Rea in tv

Il caso della morte di Melania Rea è stato trattato da stampa e televisione con vera e propria morbosità. Lo scorso mercoledì la Rai ha trasmesso il caso servendosi di una speciale staffetta formata dalle trasmissioni Chi l’ha visto e, dopo, con Porta a Porta. La trasmissione di Federica Sciarelli era nata per cercare persone scomparse. Oggi, si occupa di morti e indaga sulla possibilità che Parolisi abbia ucciso sua moglie. Credo si tratti di un segno dei tempi”.

Con queste parole, il critico televisivo Aldo Grasso demolisce buona parte dei programmi d’informazione che, nelle ultime settimane, hanno dedicato grandissima attenzione al caso della donna trovata uccisa a Ripe di Civitella lo scorso 20 aprile. La morte di Carmela ha sollevato parecchio sconcerto e, come è spesso accaduto nei programmi d’informazione degli ultimi mesi, è riuscita ad attirare su di sé l’attenzione del pubblico italiano che ha potuto seguire la vicenda e ad apprenderne gli ultimi dettagli proprio grazie alla tv.

Grasso, nell’editoriale pubblicato sul Corriere della Sera, ha stigmatizzato soprattutto due programmi Rai: Chi l’ha visto – che nell’ultima puntata ha trasmesso l’intervista ai genitori di Melania Rea – e Porta a Porta che alla risoluzione del delitto ha dedicato un vero e proprio speciale. Anche Mediaset concorre ad accaparrarsi le preferenze del pubblico grazie a questo caso. La rete ha ben analizzato i desideri dei telespettatori e ha schierato sul caso buona parte dei suoi contenitori da Quarto Grado che ne ha analizzato l’omicidio a Matrix che, in seconda serata, si è occupato di ricostruire la vicenda fin dall’inizio fino a Mattino 5 che ha verificato la figura di Salvatore Parolisi e la sua presunta colpevolezza, un’ipotesi ancora da verificare.

Una vera e propria task force che fa della cronaca nera un punto di forza, in grado di trainare stupefacenti ascolti tv a scapito, come Grasso pare suggerire, del vero dramma nascosto dietro un omicidio tanto brutale che rischia di emulare quanto accaduto con Sarah Scazzi e Yara Gambirasio.

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